Martedì, 16 Luglio 2024
Incidenti stradali Centro storico / Piazza dei Signori

Manutenzione della segnaletica, autovelox ed educazione per migliorare la sicurezza stradale

La ricetta è stata condivisa dall'Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell'incidentalità stradale. Il prefetto Cafagna: «Servono risposte forti, responsabili e articolate su più fronti»

Secondo i dati recentemente pubblicati dall'Istat, La provincia di Verona è il territorio della regione Veneto in cui si è verificato il maggior numero di incidenti stradali del 2021. Un dato che, tra l'altro, risente anche delle limitazioni anti-Covid che l'anno scorso erano ancora in vigore. E quindi l'incidentalità stradale di quest'anno potrebbe essere anche peggiore.
Sulle strade veronesi si muore ancora tanto. Ed anche la cronaca più recente ce lo ricorda. Giovedì scorso, in Strada dell'Alpo a Verona, lo scontro tra un camion e un furgone ha provocato il decesso di un uomo di 40 anni e del figlio 16enne, mentre l'altro figlio di 7 anni è rimasto gravemente ferito. E nella notte tra giovedì e venerdì, è morto un 30enne nell'incidente tra un'auto e due tir.
Per aumentare la sicurezza stradale nel Veronese servono «interventi strutturali, manutentivi e di rinnovamento, oltre che di adeguamento della segnaletica, l'individuazione dei tratti stradali meritevoli di essere presidiati con gli autovelox e con altri strumenti di controllo della velocità, oltre ad iniziative di sensibilizzazione e di educazione stradale». Questo è l'approccio condiviso dai partecipanti alla riunione di ieri, 2 dicembre, dell'Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell'incidentalità stradale. La riunione è stata presieduta dal prefetto Donato Cafagna ed hanno partecipato il dirigente della polizia stradale di Verona e rappresentanti di Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona, forze dell'ordine, vigili del fuoco, Suem 118, gestori delle reti stradali, Aci, dell'associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e dell'associazione Verona Strada Sicura. Inoltre, sono intervenuti sindaci, amministratori locali e comandanti delle polizie municipali della provincia.

La riunione ha preso le mosse dall'analisi dei dati relativi all'incidentalità stradale in provincia di Verona nel triennio 2019-2021, che registrano un numero complessivo di incidenti pari a 7.823, di cui 158 mortali, con il coinvolgimento di oltre 10.000 persone e 163 morti. Quanto all'anno in corso, le cifre disponibili testimoniano un trend in preoccupante aumento, destinato ad attestarsi sui livelli del 2019, quindi antecedenti alla pandemia da Covid-19, che ha comportato, per gli anni 2020 e 2021, un calo nel numero di sinistri connesso alle restrizioni imposte anche in termini di mobilità. Al riguardo, particolarmente significativi sono apparsi i dati forniti dal Comune di Verona, secondo cui nell'anno in corso si contano già 16 decessi per incidenti stradali in città contro i 17 complessivamente registrati nell'anno 2021. E il 118 ha riportato anche un aumento del 12% degli interventi di soccorso stradale effettuati finora nel 2022 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Piena convergenza tra gli intervenuti si è riscontrata sull'individuazione delle principali cause degli incidenti: in primo piano l'abuso di sostanze alcooliche e stupefacenti, ma hanno rilievo anche l'eccesso di velocità e la distrazione, specialmente dovuta all'utilizzo di cellulari mentre si guida, come dimostrano i 1.300 provvedimenti di sospensione della patente adottati dalla Prefettura nei primi 10 mesi dell'anno. Sempre più, inoltre, ha incidenza sull'andamento del fenomeno la diffusione di mezzi come i monopattini, per i quali è stata chiesta una regolamentazione puntuale.

Sul piano degli interventi sul sistema viario, i rappresentanti di Regione e Provincia, in veste di enti proprietari dei rispettivi tratti di competenza, hanno illustrato gli investimenti in atto e in programmazione per opere di ampliamento e sistemazione infrastrutturale. La Regione Veneto, in particolare, ha ricordato la possibilità per i Comuni di accedere a contributi regionali dedicati alla sicurezza stradale attraverso la presentazione di specifici progetti.

Anche le associazioni di settore hanno convenuto sulla centralità dell'opera di sensibilizzazione degli utenti in merito al rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale e alla promozione di modelli comportamentali virtuosi. Sul punto, è stata concordemente evidenziata l'opportunità di arricchire ulteriormente le molteplici iniziative educative già in atto, anche estendendo la platea dei destinatari, sia nei confronti dei più giovani sia degli adulti e lavoratori.

L'incontro ha costituito, infine, l'occasione per condividere gli esiti dell'attività di ricognizione e verifica, coordinata dalla Prefettura con la collaborazione della polizia stradale di Verona e il coinvolgimento delle polizie locali, dei tratti di strada già ritenuti pericolosi in provincia e, per tali ragioni, già presidiati o comunque adatti ad essere presidiati dai rilevatori di velocità. Il risultato dei questo lavoro si concretizzerà in un apposito provvedimento autorizzativo che sarà a breve adottato dal prefetto.

«La riunione dell'Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell'incidentalità stradale - ha dichiarato Cafagna - è servita a mettere a sistema un'ampia serie di misure e iniziative di contrasto dell'incidentalità stradale, che sta conoscendo purtroppo una tendenza in aumento nell'anno in corso, come testimoniano quasi giornalmente le cronache, con un rilevante impatto sociale e sulla collettività. Si tratta di un fenomeno complesso, che richiede risposte forti e responsabili da parte di tutti e articolate su più fronti. Le polizie municipali, al fianco delle forze di polizia, dovranno ulteriormente intensificare l'attività di prevenzione e contrasto, sanzionando le condotte di guida in stato di ebrezza, l'eccesso di velocità e la distrazione dovuta all'uso di dispositivi elettronici, che mettono in grave pericolo l'incolumità propria e degli altri. Occorre inoltre che gli enti locali e gli altri enti gestori delle strade investano nelle misure strutturali e nel potenziamento di idonei strumenti di dissuasione, quali la segnaletica orizzontale e verticale, anche a tutela dei pedoni e dei ciclisti. Fondamentale, infine, è l'azione preventiva di sensibilizzazione dell'utenza per instillare un maggiore senso di responsabilità e di coscienza civica, attraverso iniziative di educazione stradale nelle scuole rivolte ai ragazzi, ma anche destinate agli adulti e ai lavoratori, ad esempio nell'ambito della formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro».

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