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Il dramma del Biffis: "Mi ha detto salutargli i bambini e si è lanciato in acqua"

Comincia a chiarirsi la vicenda che ha visto venerdì pomeriggio un trentenne sparire nelle acque del canale. La famiglia parla di una persona disperata per la propria situazione lavorativa

Mentre proseguono le ricerche del trentenne che venerdì si è immerso nelle acque del canale Biffis, emergono le prime verità sul drammatico episodio: l'uomo si sarebbe lanciato di sua spontanea volontà.

"Mio figlio era in auto con me. Non so cosa gli è preso, mi ha detto soltanto di salutargli i bambini ed è salito sulla balaustra del ponte e si è lanciato di sotto". A parlare è la madre del ragazzo, Antonio, l'ultima persona a vederlo prima del folle gesto. Erano in auto insieme, quando il figlio ha deciso di portare a termine il suo intento. Dalla Francia sta rientrando anche la sorella del ragazzo, che da tempo si era trasferita, ma durante il viaggio si lascia comunque andare ad uno sfogo con la stampa locale: "Mio fratello era un uomo distrutto, continuava a cercare lavoro. Aveva un´invalidità che non gli è stata riconosciuta. Era sordo. ". La madre poi conferma le affermazioni della sorella: "Da un orecchio non sentiva per l´80 per cento e da un altro al cento per cento. Inoltre aveva una serie di ernie discali che gli impedivano di muoversi bene". 

Prosegue poi la sorella: "Mio fratello aveva dei periodi in cui restava paralizzato nel letto. Per fare le scale si sedeva sui gradini e si alzava le gambe con le braccia ma è stato lasciato solo, nessuno lo ha aiutato e adesso restano i bambini che hanno 9 e 4 anni. Nessuno lo ha aiutato, la sua pratica per invalidità è ferma chissà in quali uffici. E ci sono centinaia di falsi invalidi in ogni parte d´Italia. E intanto lui l´ha fatta finita. La scorsa stagione aveva lavorato come cameriere sul lago di Garda in un hotel quattro stelle, ma poi per il mal di schiena s´è dovuto mettere in malattia e ha perduto il posto. Si faceva tante iniezioni per quel male, ma a volte si doveva fermare proprio".

L'uomo abitava solo visto che la madre dei bambini si era allontanata di recente per un po', ma di recente era anche stato sfrattato. "Mia cognata è quasi cieca e la separazione da mio fratello era una cosa temporanea, - afferma sempre la sorella - noi siamo molto preoccupati anche per lei, da sola non può accudire i bambini. Speriamo che i servizi sociali si prendano a cuore questa faccenda dopo questa tragedia annunciata".

Intanto le ricerche dei vigili del fuoco proseguono ma del corpo ancora non c'è traccia. Da Pastrengo ora il grosso delle ricerche si è spostato a Bussolengo. 

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