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Protesta studenti

Protesta studenti

Studenti no Dad protestano a Verona per tornare in classe: «Garanzie sui trasporti»

«Ci aspettiamo il massimo impegno delle nostre istituzioni affinché potenzino trasporti e medicina territoriale, affinché il 7 gennaio non diventi un miraggio», dichiara Rachele Peter

Anche questo venerdì, 11 dicembre, numerosi studenti hanno deciso a Verona di seguire davanti alle loro scuole le lezioni in via telematica, protestando così contro quello che definiscono «il silenzioso assenso che circonda il tema dell'Istruzione in questo momento». Davanti al Liceo Messedaglia, i ragazzi e le ragazze della Rete degli Studenti Medi di Verona, collaborando con il movimento "Ridateci La Scuola" e "Priorità alla scuola", chiedono a gran voce un ritorno tra i banchi pianificato e sicuro, muovendo in tal modo profonde critiche all'operato del Ministero e della Regione riguardo la pianificazione e la gestione delle tematiche scolastiche.

«Il nostro messaggio questa volte vuole essere ancora più forte e significativo - dichiara Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona - finalmente torna in ballo la discussione su un possibile ritorno a scuola, siamo felici ma non soddisfatti. Non vogliamo che si cada in errore: questo è il momento per rilanciare e concretizzare un’idea di scuola che sia veramente a misura di ogni studente e studentessa, che non risulti opprimente alimentando il già preoccupante dato di abbandono scolastico nella nostra regione e nel nostro Paese. L’abbiamo spiegato nel dettaglio in una lettera, inviata alla Regione, che vede riassunti i temi principali in cui è necessario si ponga l'attenzione mirata di politici e media. Lo diciamo chiaro e tondo: la scuola che vogliamo trovare a gennaio, non è quella di settembre, men che meno quella che abbiamo visto svuotarsi a febbraio, a inizio pandemia».

Scarica la lettera inviata alla Regione Veneto

In merito è intervenuta anche Rachele Peter di "Ridateci la scuola": «Siamo consapevoli dell'ondata di diffusione del virus in atto e proprio per questo ci aspettiamo il massimo impegno delle nostre istituzioni affinché potenzino trasporti e medicina territoriale, affinché il 7 gennaio non diventi un miraggio, ma non abbiamo trasparenza delle iniziative che vengono assunte, non essendoci rappresentanza effettiva di genitori e studenti a tavoli istituzionali in questa fase. - continua Rachele Peter di "Ridateci la scuola" - Per questo ieri, dopo l’annuncio su Facebook del Presidente Zaia circa il potenziamento dei trasporti regionali, abbiamo chiesto la riapertura del tavolo tecnico avanti il Comune di Verona alla presenza dei responsabili di trasporti, Comune e Provincia, dirigenti scolastici, studenti e genitori per capire nella pratica come il potenziamento dei trasporti si realizzerà nel nostro Comune: quali tratte saranno da potenziare, quali orari saranno disponibili per gli studenti , a servizio di quali scuole e come si intende potenziare la medicina territoriale, altro elemento fondamentale per la pianificazione della riapertura».

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