Piazza Pride a Verona: «Manifestazione festosa ma ricca di contenuti»

In Piazza Bra, sono state ricordate le vittime dell'omo-bi-transfobia ed è stato replicato ad una serie di provvedimenti che negli ultimi 25 anni sono stati approvati dal Comune e che sono stati definiti «omofobi»

(Foto Facebook - Verona Pride)

«Se dovessimo fare una classifica dei risultati positivi di Piazza Pride, in primissima posizione c'è la presenza straordinaria di persone giovani». Comincia così il commento, scritto sulla pagina Facebook di Verona Pride, da coloro che hanno organizzato la manifestazione di ieri, 18 luglio, in Piazza Bra a Verona.

Il cuore del capoluogo scaligero è stato ribattezzato Piazza Pride per ricordare le vittime dell'omo-bi-transfobia e per rispondere ad una serie di provvedimenti amministrativi che negli ultimi 25 anni sono stati approvati dal Comune di Verona e che sono stati definiti «omofobi». Un quarto di secolo costellato da mozioni contrarie alle istanze del mondo lgbt. L'ultima delle quali, votata il 9 luglio scorso, contro il disegno di legge in discussione in Parlamento, che vorrebbe aggiungere l'aggravante omofoba per i reati di odio. Un disegno di legge che ha scatenato proteste in varie piazze d'Italia, tra cui Piazza dei Signori a Verona.

E la risposta a questi 25 anni di politiche poco inclusive nei confronti dei cittadini non eterosessuali è stata forte. Come hanno scritto gli organizzatori della manifestazione, tanti sono stati i partecipanti giovani. «È con questa nuova generazione che la politica ufficiale si dovrà confrontare nei prossimi anni», ha aggiunto il Comitato Verona Pride, soddisfatto per una partecipazione che ha superato anche i confini cittadini.
«Una manifestazione festosa ma ricca di contenuti, quelli che porteremo con noi - si conclude il commento - L'amministrazione veronese ha provato fino all'ultimo a creare intoppi, ultimo in ordine di tempo il mancato recapito del permesso per entrare in Piazza Bra con il furgone-palco, ma poi si è risolto tutto e questi mezzucci non ci hanno impedito di manifestare».

nalin e pasetto al pride-2
(Nalin e Pasetto)

«Un pride senza padroni, sponsor e rappresentanti», lo hanno definito gli organizzatori. Ma qualche rappresentante politico, ieri in piazza, c'era. C'era ad esempio +Europa, con la portavoce del Veneto Anna Lisa Nalin. «Siamo qui perchè vogliamo dipingere questa città dei colori dell'arcobaleno, della tolleranza e del valore della diversità e delle minoranze - ha detto Nalin - Basta con la Verona oscurantista, basta con le chiusure, basta con le discriminazioni, Verona città aperta, Verona che accoglie tutti. Non ci sentiamo rappresentati da questa amministrazione, da questo sindaco, da questa amministrazione regionale. Apriamoci, tolleriamoci, confrontiamoci con il mondo». E il coordinatore di +Europa Verona, Giorgio Pasetto, ha aggiunto: «Verona purtroppo si è dimostrata negli ultimi anni una città sempre più intollerante verso le diversità. Io ho lanciato l'idea di dipingere o illuminare le colonne del Municipio dei colori dell'arcobaleno, come si fa per altre manifestazioni. Purtroppo qui a Verona l'amministrazione esprime per la voce di due consiglieri Bacciga e Zelger, concetti che più hanno a che fare con il Medioevo che con la modernità. Quindi credo che anche la presenza di chi fa attività politica in un momento in cui si rivendica la libertà di scelta individuale, sia importante».

Anche Traguardi ha partecipato a Piazza Pride. «La nostra posizione sui diritti civili è sempre stata netta e senza equivoci: tutelare il diritto di qualcuno ad affermare la propria identità non è e non può essere considerato come un attacco alla libertà di qualcun altro - hanno dichiarato il presidente di Traguardi Pietro Giovanni Trincanato ed il consigliere comunale Tommaso Ferrari - Chi vuole negare questo con iniziative politiche vuote quanto inutili, che testimoniano solo la pochezza di certi esponenti della maggioranza, non solo fa male all'immagine di Verona, ma vuole dipingere una realtà che non esiste. Non possiamo accettare di assistere ad altri folli attacchi come quelli di recente partiti da Palazzo Barbieri, che colpiscono migliaia di cittadini e cittadine, moltissimi dei quali giovani e giovanissimi, che dalle istituzioni dovrebbero essere tutelati e difesi, non discriminati e umiliati. Una città che riconosce i diritti di tutti, che li difende e se ne cura è una città più giusta, più libera e più civile. Vogliamo che Verona sia la città dell'amore e del rispetto, per tutti».

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Ed anche Volt Verona non ha fatto mancare la sua adesione. «Vogliamo che Verona sia ricordata per essere quello che è realmente: una città plurale e accogliente, che riconosce la libertà e i diritti umani - ha detto Luca Nisidi - È necessario che i veronesi facciano sentire la loro voce per smarcarsi dall'attuale maggioranza e dalle sue posizioni, che hanno come unico effetto quello di dare all'Italia e al mondo un'immagine distorta e negativa della nostra città».

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