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Massimo Giorgetti davanti ad una "casetta dell'acqua"

Massimo Giorgetti davanti ad una "casetta dell'acqua"

L'idea di Giorgetti: «“Casette dell’acqua” al posto delle bottiglie di plastica»

Il vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto ed esponente di Fratelli d’Italia propone una svolta "green" nel consumo d'acqua: «Il fine di questo progetto di legge è una drastica riduzione dell’utilizzo della plastica monouso per l’acqua»

«Non solo divieti, ma sono necessari anche mezzi ed azioni per ridurre l’uso della plastica a Verona e nel Veneto», cosi esordisce il vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto ed esponente di Fratelli d’Italia, Massimo Giorgetti, commentando le recenti dichiarazioni del sindaco Sboarina.

«Uno dei problemi maggiori nella riduzione del consumo della plastica monouso è rappresentato dalle bottiglie - dice Giorgetti -, i dati dicono che per fabbricare un contenitore di PET, imbottigliare l’acqua, trasportare e tenere al fresco una bottiglia serve un’energia pari a circa duemila volte quella necessaria per ottenere la stessa quantità d’acqua da un rubinetto collegato all’acquedotto. Inoltre l’Italia ha un triste primato: è al secondo posto nella classifica mondiale per il consumo pro capite di acqua in bottiglia, con ben 224 litri annui – fonte Censis 2018 – superata solo dal Messico, con 234 litri pro capite, in cui però il ricorso all’acqua in bottiglia è motivato da una rete idrica insufficiente e in alcuni casi inesistente. Verona inoltre, essendo una città turistica ha un problema in più: le bottigliette usate e poi gettate dai turisti.
Per affrontare il tema in maniera concreta e non con semplice propaganda - sottolinea Giorgetti -, serve dare prima di tutto dei servizi ai veronesi ed ai turisti per approvvigionarsi di acqua con contenitori riutilizzabili. Su questo il comune di Verona, come molti altri, è ancora inerte, cioè senza distributori pubblici di acqua.
Negli ultimi anni invece diversi comuni virtuosi – prosegue il Vice Presidente – si sono dotati delle cosiddette “casette dell’acqua”, ovvero degli erogatori collegati alla rete idrica, che forniscono acqua microfiltrata e sterilizzata, liscia e gasata, a chilometro, anzi, a metro zero. Il trattamento che viene effettuato in questo tipo di erogatori, garantisce la sicurezza del consumatore anche in relazione all’eventuale presenza di sostanze inquinanti che potrebbero contaminare l’acqua, come PFAS e PFOA. Qualche settimana fa è partito l’iter legislativo della legge da me presentata: misure urgenti per la riduzione dell’utilizzo delle bottiglie di plastica monouso attraverso la promozione dell’uso di acqua alla spina.
Il fine di questo progetto di legge, oltre a voler dare un quadro normativo omogeneo – continua l’esponente di Fratelli d’Italia - per tutto il Veneto in ambito pubblico, punta ad una drastica riduzione dell’utilizzo della plastica monouso per l’acqua, garantendo la fornitura di acqua buona, microfiltrata e pubblica. Gli obiettivi sono: entro il 2022, per tutti gli enti pubblici, l’installazione di erogatori di acqua alla spina all’interno dei loro edifici in sostituzione della vendita di acqua in bottiglia di plastica; entro il 2023 che tutti i Comuni installino le ‘casette dell’acqua’ in aree pubbliche. Senza questi sevizi (casette ed erogatori), le singole iniziative di alcuni enti pubblici in cui ci si limita a distribuire “borracce”, come fatto ad esempio qualche giorno fa da SERIT e da alcuni comuni (una borraccetta in alluminio da 33cc., cioè dimensioni di un bicchiere o poco più) possono apparire più come inutile spreco di soldi pubblici che come reale incentivo. Spesso questi gadget sono inadeguati alle normali esigenze di una persona».

«Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale - interviene il capogruppo Leonardo Ferrari - promuoverà un’iniziativa consigliare per dare avvio anche a Verona agli interventi previsti nella proposta regionale fatta da Massimo Giorgetti».

«Per quanto riguarda l’amministrazione provinciale - conclude il Vicepresidente David Di Michele sempre di FdI - siamo già in contatto con provveditorato agli studi per ragionare in questo senso rispetto alle scuole secondarie che dipendono da noi».

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