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Sabato, 8 Ottobre 2022
Attualità Peschiera del Garda / Via Venezia

Piccoli droni sull'acqua per monitorare l'inquinamento del lago di Garda

Sul lago si vuole verificare l'applicabilità dell'alta tecnologia robotica per la gestione dei bacini idrici

I ricercatori delle più importanti università europee, i rappresentanti delle aziende partner, insieme ad ingegneri, architetti, geometri e amministratori pubblici si sono incontrati a Peschiera del Garda per lo stakeholder meeting di Intcatch, il più importante e innovativo progetto internazionale dedicato alla gestione dei bacini idrici. Obiettivo dell'incontro: verificare l'applicabilità dell'alta tecnologia robotica.

Come Azienda Gardesana Servizi - ha spiegato il presidente Angelo Cresco - siamo orgogliosi di essere protagonisti di Intcatch. Il compito più importante e prioritario di Ags è la difesa di questo capolavoro che è sotto gli occhi di tutti e che la natura ci ha donato, cioè l’ambiente che ci circonda di cui il cuore pulsante è il lago e la sua salute.

Il lago di Garda, grazie alla partecipazione a Intcatch di Azienda Gardesana Servizi, è stato scelto come il luogo ideale in cui applicare e testare le nuove tecnologie a tutela dei bacini idrici. Quindi, sul Garda e sul Tamigi vengono sviluppate e implementate nuove modalità di analisi e di controllo delle acque che poi vengono validate sul lago greco Yliki e sul fiume Ter di Barcellona. Secondo Mark Scrimshaw, coordinatore internazionale del progetto Intcatch: "Il Lago di Garda rappresenta un eccellente esempio per la sperimentazione delle tecnologie legate alla tutela dei bacini idrici. L'obiettivo e la vera sfida del progetto è realizzare modelli di analisi che migliorino la qualità della vita sul lago tenendo conto dell'economia e dei flussi turistici che caratterizzano ogni sito di sperimentazione.

Ags ha messo a disposizione l'impianto di Villa Bagatta, a Lazise, in cui ha realizzato un sistema dimostrativo nel quale testare un modello innovativo di trattamento degli scaricatori di piena. Nell'impianto, Ags e i partner scientifici Università di Verona e Politecnico delle Marche hanno realizzato un sistema integrato, eco-innovativo e compatto per trattare al meglio i sovrafflussi di piena. Queste sperimentazioni come anche sottolineato da Fabio Trolese, presidente Viveracqua, saranno applicabili anche agli altri impianti attivi in Veneto diventando così patrimonio di tutti i gestori dei bacini idrici.

L'importanza dei test realizzati a Villa Bagatta sta anche nel numero di impianti simili presenti in Europa. Sono, infatti, circa 650mila gli scaricatori di piena presenti nel territorio: se questa soluzione compatta dimostrasse la propria efficacia nel trattamento dei sovrafflussi, allora proprio il prototipo che si sta testando a Villa Bagatta potrebbe diventare il modello replicabile nelle città e nelle metropoli europee, grazie ai suoi spazi ridotti e alla sua efficacia. In più, potrebbe essere replicato in tutte le zone, specialmente costiere, a tutela della balneabilità dell'area, e nelle zone che insistono su corpi d'acqua particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale o su bacini utilizzabili come riserva di acqua potabile, com’è il lago di Garda.

Il monitoraggio dell'efficacia dei sistemi utilizzati e dello stato di salute del Garda avverrà attraverso l'utilizzo di droni acquatici autonomi e dotati di intelligenza artificiale, sviluppati dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona. I droni sono in grado di acquisire dati geo-localizzati attraverso sensori così da creare, in tempo reale, una mappa con le informazioni sugli inquinanti.

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