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Verona si tinge di blu per l'autismo: Consiglio comunale straordinario e vademecum per le forze dell'ordine

«Abbiamo semplicemente fatto ciò che andava fatto, per avviare progetti che potessero portare un aiuto concreto nella vita delle persone con autismo e delle loro famiglie», ha detto il sindaco

Più musei interattivi, dove l’arte può essere vissuta e capita da tutti, nel rispetto di qualsiasi diversità cognitiva. E, ancora, cinema e teatri con spettacoli più inclusivi ed attenti alle necessità delle persone autistiche. Nelle biblioteche civiche, invece, più libri in CAA - Comunicazione Aumentativa Alternativa, che consentono di interagire l’uno con l’altro, seppur con modalità comunicative diverse. E, infine, un Palazzetto dello Sport con personale formato ad accogliere tutti, nel rispetto delle peculiarità di ogni persona. Poche e semplici idee per costruire un mondo dove poter essere davvero insieme, seppur con abilità diverse.

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A presentarle oggi, in un Consiglio comunale straordinario realizzato in occasione della ‘Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo’, una ventina di ragazzi e ragazze autistici, pronti a manifestare, con tutto il loro entusiasmo, attraverso cartelloni colorati, immagini e spille fiorite di colore Blu, la grande voglia di vivere che li caratterizza e, soprattutto, il loro desiderio d’essere capiti ed ascoltati. Ad accompagnarli alcuni dei rappresentanti delle associazioni cittadine che, da anni, si occupano di accompagnarli ed assisterli nella crescita, supportando così le famiglie nel non facile compito quotidiano dell’assistenza. Fra loro, la coordinatrice Autismi Verona Cristina Bosio. Ad incontrarli il sindaco Federico Sboarina insieme al presidente del Consiglio comunale Leonardo Ferrari e ai consiglieri comunali Laura Bocchi e Maria Fiore Adami.

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«Dal 2019 abbiamo lavorato per accrescere il più possibile la nostra sensibilità su questa realtà, che è parte della nostra società e che ha pieno diritto di esservi inclusa, accolta e compresa – ha sottolineato il sindaco –. Abbiamo semplicemente fatto ciò che andava fatto, per avviare progetti che potessero portare un aiuto concreto nella vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Verona è città ‘Autism Friendly’ grazie all’impegno e al lavoro portato avanti da amministratori di una sensibilità particolare. Dobbiamo continuare in questa direzione, questi ragazzi e ragazzi oggi ci chiedono ancora di più e noi siamo pronti a camminare con loro per rendere Verona un modello da seguire per una inclusione a 360°».

«È bello ed emozionante poter aprire le porte del Consiglio comunale per un' occasione come questa – ha dichiarato il presidente Ferrari –. Questi ragazzi e ragazze, attraverso cartelloni e frasi appositamente realizzati, hanno raccontato la loro storia, il loro vissuto e quella grande voglia di fare che, nella giusta condizione, li spinge ogni giorno alla ricerca di un posto nel mondo. Loro ‘Possono fare’, come ci raccontano negli slogan riportati oggi in aula consigliare. A noi il compito, come amministratori e istituzioni, di rendere più accessibile e inclusiva la realtà in cui vivono».

«Su questo fronte – ha ricordato Adami – il Comune dal 2019 ha messo in campo tutte le risorse possibili, avviando una costruttiva ed importante collaborazione con le associazioni del territorio coinvolte. L’obiettivo è quello di realizzare più interventi possibili, per favorire l’inclusione sociale delle persone che vivono questa condizione. Oggi i ragazzi e le ragazze speciali dell’ex assessore Stefano Bertacco, che per primo ha creduto e sostenuto questo progetto, sono qui per ricordarci che il lavoro fatto fin qui non si può fermare, tocca a noi proseguirlo al meglio».

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Vademecum forze dell'ordine e primo soccorso

Al termine della speciale seduta di Consiglio, sempre a Palazzo Barbieri, nella sala degli Arazzi, sul tema dell’autismo è stato raggiunto oggi un nuovo importante traguardo. Il sindaco Federico Sboarina, insieme al consigliere Laura Bocchi e ai rappresentanti delle principali istituzioni impegnate nelle attività di sicurezza e di primo intervento, ha presentato il progetto ‘Vademecum Forze dell'ordine e Primo soccorso, per fornire indicazioni sui disturbi dello Spettro Autistico in circostanze critiche ed impreviste’.

Un progetto rivolto a tutte le persone che operano nell’ambito dei servizi pubblici e privati che possono agire in condizioni di “emergenza”, come forze dell’ordine, personale di primo soccorso, vigili del fuoco, assistenti sociali, addetti al soccorso stradale. L’iniziativa, condivisa fra Comune e Provincia di Verona, nasce dall’esigenza delle famiglie e persone con autismo di poter vivere appieno il proprio ambito sociale e poter godere delle opportunità che il territorio di appartenenza offre alla stessa stregua delle persone neurotipiche, costruendo un sistema territoriale che favorisca l’inclusione sociale, l’autonomia e l’accoglienza.

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Zoccante: «Verona diventi un esempio per le altre città d’Italia»

In sala, per l’occasione, erano presenti in rappresentanza della Provincia Carla Padovani, il responsabile del Centro di riferimento per la presa in carico di minori adolescenti ed adulti con disturbi dello spettro autistico Leonardo Zoccante, il presidente Croce Verde Michele Romano e la coordinatrice Autismi Verona Cristina Bosio. Ancora, il comm.cCapo Vanessa Pellegrino dirigente ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e portavoce del questore, per i carabinieri il tenente Deborah Senatore comm. nucleo operativo radio mobile, il comandante dei vigili del fuoco Luigi Giudice, per la croce rossa il consigliere Lorenzo Manente, il vicepresidente croce bianca Elena Rettondini.

«Iniziativa di grande rilievo - ha dichiarato il sindaco Federico Sboarina - volta ad accrescere ancora di più la qualità dei servizi attivati nel primo soccorso, con un attenzione in più verso le persone autistiche. Attraverso l’operato dell’ex assessore Bertacco questa amministrazione ha sviluppato una maggiore sensibilità e attenzione verso un mondo e delle problematiche che spesso non sono adeguatamente seguite. Un particolare ringraziamento a tutte le istituzioni coinvolte, che insieme a Comune e Provincia diventeranno parte attiva nel progetto».

«In condizioni di emergenza - ha spiegato la consigliera Bocchi - come quello di un primo intervento di soccorso, di qualsiasi tipo, è importante avere operatori preparati a riconoscere l’autismo e a dialogarci con i mezzi e i modi che questa condizione particolare ha. Accanto all’assodata parte sanitaria di intervento terapeutico ed abilitativo c’è la vita, che è anche e soprattutto una rete di interventi posta in aiuto di tutti i cittadini e che nel caso di persone con autismo devono essere formate e in grado di dare rassicurazione ad individui più spaventati e confusi a causa della loro condizione. Tutto questo si sviluppa con il progetto Verona Autism Friendly, che in questa nuova fase punta alla formazione agli operatori di primo intervento».

«La Provincia crede molto in questa iniziativa - ha dichiarato Padovani - verso cui si è da subito impegnata con il Comune. Si tratta di un progetto estremamente valido, che volge lo sguardo verso una nuova modalità di aiuto e supporto nel Primo soccorso. L’inclusione passa anche da questo, saper comprendere le difficoltà relazionali dell’altro per intervenire nel giusto modo il più velocemente possibile».

«Puntiamo ad essere i primi ad accendere l’attenzione su questi aspetti del Primo soccorso - ha evidenziato Romano -. Abbiamo già dato disponibilità per approfondire un protocollo d’intervento il più completo possibile».

«L’autismo è una particolare condizione di disturbo dello spettro cognitivo - ha spiegato Zoccante - che può portare il soggetto affetto a trovarsi in forte disagio nelle situazioni di emergenza. La Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo è nata proprio per ricordarci questa situazione e le difficoltà attraversate quotidianamente da tutte le persone autistiche che entrano in relazione con il mondo. Dobbiamo essere capaci di costruire una rete sempre più salda e grande, capace di essere loro accanto nelle emergenze come nella vita di tutti i giorni. Verona diventi un esempio per le altre città d’Italia».

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