Elezioni a Verona, la delusione di chi non ha raggiunto il ballottaggio

Per Orietta Salemi del Pd è una "sconfitta che brucia" e si aspettava di più anche Michele Croce di Verona Pulita. Conferma il risultato delle precedenti amministrative il M5S

Orietta Salemi, prima tra gli sconfitti

È passata la lunga notte delle elezioni amministrative veronesi. Ieri, 11 giugno, alle 23 si sono chiuse le urne nei seggi del Comune di Verona ed è iniziato il conteggio dei voti. L'operazione è andata avanti tutta la notte e il risultato è stato che Verona non ha ancora un sindaco. Si andrà al ballottaggio e il 25 giugno i veronesi rivoteranno, potendo però scegliere solo tra i due candidati sindaco più votati: Federico Sboarina e Patrizia Bisinella. Solo dopo il ballottaggio si conoscerà il nome del nuovo primo cittadino veronese e in base anche a quello si formeranno maggioranza e minoranza in consiglio comunale, basandosi ovviamente sulle preferenze ottenute dalle varie liste.

Per Sboarina e Bisinella dunque riparte la campagna elettorale. A tutti gli altri non resta che analizzare il voto, a partire da Orietta Salemi, candidata sindaco del PD. Sembrava lei la donna capace di andare al ballottaggio contro il candidato sindaco di centrodestra. E invece al ballottaggio ci va la tosiana Bisinella, e Salemi parla chiaramente di sconfitta. "Una sconfitta che brucia perché siamo fuori dal ballottaggio per una manciata di voti - ha detto la candidata sindaco del PD - I cittadini hanno fatto una scelta e questa va rispettata: con la consapevolezza però che abbiamo fatto tutto il possibile e con la volontà di continuare a guardare avanti. Nella nostra campagna hanno pesato le divisioni a sinistra, ma sicuramente anche la differenza di mezzi economici impegnati. Il margine ridotto di scarto dice che non era sbagliato puntare su un profilo politico diverso dalla linea di una sinistra che radicalizza spesso le posizioni e non trova mai la sintesi. C’è il rammarico di non essere riusciti in questi due mesi a far passare l'idea di un partito pronto per governare. Un partito non più arroccato in un'opposizione oltranzista, come spesso negli anni è apparso l'approccio di Michele Bertucco. Abbiamo sempre tenuto lo sguardo avanti per costruire e condividere una proposta credibile per il bene e il futuro della città, senza infilarci nelle recriminazioni di un centrodestra frammentato più che diviso. Evidentemente questo non è bastato perché la scelta dei veronesi ci dice che non siamo riusciti a convincerli che un centrosinistra progressista e riformista può essere un'affidabile forza di governo anche a Verona".

E ora c'è chi suppone una possibile allenza tra PD e tosiani per tentare il sorpasso di Bisinella al ballottaggio. Un'alleanza però ancora inesistente secondo Salemi. "Ci sarà un confronto e una scelta di comunità perché non siamo un partito dove comanda uno solo - ha dichiarato Salemi - La decisione sarà quindi collegiale e verrà presa nel territorio".

Il PD quindi deve ancora decidere se sostenere apertamente Bisinella al ballottaggio oppure no, ma intanto Orietta Salemi ha parlato di "divisioni a sinistra", citando anche il nome di un altro candidato sindaco, Michele Bertucco, che nella sua analisi ammette che il risultato da lui ottenuto (4,6%) è in linea con quanto atteso. Bertucco ha ringraziato chi lo ha aiutato in questa campagna elettorale e tutti coloro che lo hanno votato. E a Orietta Salemi, ha risposto cosi: "Nella mia campagna elettorale non ho mai citato e non ho mai fatto nessun genere di attacco al Partito Democratico, sebbene ne abbia ricevuti parecchi da militanti e anche da parlamentari secondo i quali il voto dato al sottoscritto sarebbe stato un voto inutile, sprecato - sono le parole di Bertucco - Nel merito del risultato consegnato dalle urne, faccio infine notare che, pur tenendo conto del crollo della partecipazione elettorale, Salemi prende una percentuale di voti inferiore a quelli che avevo preso io nel 2012, segno che tutta questa voglia di centro, di moderatismo e di posizioni annacquate non porta molto lontano".

Quarto nella classifica del gradimento tra i candidati sindaco con una percentuale del 9,5, Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle. "A Verona sia­mo stati all'opposiz­ione negli ultimi an­ni e lo saremo nei prossimi, dato che ab­biamo confermato il risultato delle precedenti amministrati­ve - ha commentato il deputato veronese 5 Stelle Mattia Fantinati - Lavoreremo con il nostro consueto se­nso civico e critico restando pur sempre consapevoli che il nostro percorso nelle amministrazioni co­munali sia da sempre stato lento ma ines­orabile".

Si aspettava molto di più invece il candidato sindaco di Verona Pulita Michele Croce. "È normale essere delusi - ha scritto Croce su Facebook - Purtroppo la realtà ci ha dimostrato un disinteresse dei veronesi ed una concentrazione dei residui votanti sui soliti apparati. Noi però ci siamo, abbiamo ottenuto oggettivamente un risultato storico. È un punto di partenza".

E di punto di partenza parla anche CasaPound Verona che con 1.204 voti ha raggiunto un 1,1% insufficiente per entrare in consiglio comunale. "Un ottimo risultato ed un ottimo punto di partenza per un movimento in crescita a livello cittadino, regionale e nazionale - si legge sulla pagina Facebook di CasaPound Verona - Promettiamo di essere in strada a fare quello che sappiamo fare meglio: difendere la nostra città. Saremo la voce combattente delle centinaia di persone che hanno deciso di barrare il nostro simbolo".

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