Sboarina: «Cambia tipologia dei controlli, saranno sull'uso dei dispositivi». Le novità sull'indagine epidemiologica

Il sindaco scaligero Federico Sboarina ha presentato i dati dell'innovativa indagine epidemiologica portata avanti dall'ospedale di Negrar sui cittadini veronesi

 

Il sindaco di Verona Federico Sboarina, nel corso della conferenza stampa di oggi, 30 aprile, dedicato all'emergenza coronavirus, ha fatto il punto della situazione circa l'indagine epidemiologica sui cittadini del Comune di Verona, condotta dal personale dell'ospedale di Negrar. Ad oggi, ha spiegato il sindaco, sono state inviate ai veronesi 2.071 lettere, i cittadini che si sono già prenotati per svolgere il test sono 1.079 e le persone che si sono già sottoposte allo screening sono 859, di cui 51 dai 10 ai 17 anni di età, 135 dai 18 ai 34 anni e 172 persone dai 70 anni in sù. Sono poi state fatte 76 richieste di visite "domiciliari", per persone cioè che non erano in grado di recarsi presso il luogo previsto per fare il tampone e il prelievo, di queste 23 sono state già evase. Si sono nel complesso rifiutati di aderire all'indagine epidemiologica «solo 14 persone».

Sboarina: «Indagine epidemiologica è strumento utile per ripartire in sicurezza e velocemente»

«La risposta è stata importante, - ha voluto rimarcare il sindaco Sboarina - così come auspicavo ed anche mi aspettavo, perché è in linea con il comportamento responsabile da parte dei cittadini veronesi durante questi mesi. Una risposta importante anche e soprattutto da parte dei giovani, che sono infatti 135 dai 18 ai 34 anni di età, giovani che hanno dimostrato di essere un passo avanti, sia sulle misure restrittive da rispettare sia sull'invito ad andare a fare questi test». Nel giro di qualche giorno dovrebbe quindi essere ultimato il lavoro delle analisi del sangue e dei tamponi, dunque «prima del 17 maggio dovremmo avere i macrodati pronti». Il sindaco ha voluto sottolinearlo poiché «stiamo chiedendo che ci sia una sorta di decentramento nella gestione della Fase 2, il che significa che ogni regione possa intervenire con dei provvedimenti specifici legati alla specificità della situazione epidemiologica della propria regione e nelle varie città».

Il primo cittadino di Verona ha quindi ribadito che «diventa fondamentale la richiesta di molte persone di poter tornare a lavorare, mi riferisco in particolare al comparto del commercio, della ristorazione e dei bar, dei negozi». Il sindaco ha poi aggiunto: «Non si vogliono avere degli atteggiamenti irresponsabili, ma solo avere la possibilità di tornare a lavorare in assoluta sicurezza, ed ecco lo strumento dell'indagine epidemiologica che siamo i primi in Italia a fare, è uno di quegli strumenti che ci permetteranno di essere propositivi e veloci nella fase di riapertura, pur nella massima sicurezza. Questo è quello che chiediamo e quello che chiedono tutti i titolari di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, lavorare nella massima sicurezza e con responsabilità ma appunto poter lavorare».

Festa del primo maggio, Sboarina: «Domani sarò al fianco dei cittadini che vogliono lavorare»

«Domani è il primo maggio ed è una giornata simbolica, - ha quindi aggiunto Sboarina -  so che ci sono delle iniziative simboliche, non delle manifestazioni che sono vietate, per chiedere al governo di poter programmare la riapertura anche con dei protocolli, in modo da poter aprire in sicurezza. Io sono sicuramente al fianco dei nostri cittadini che stanno soffrendo dal punto di vista economico e, dunque, simbolicamente e fisicamente sarò al loro fianco».

I controlli cambiano, Sboarina: «Ci concentriamo sull'utiilizzo dei dispositivi, mascherine e guanti o gel»

In vista anche del ponte del primo maggio, il sindaco di Verona ha spiegato che «i controlli restano programmati e in modo rigido», ma a cambiare sarà la ripologia del controllo: «Finora abbiamo fatto i controlli sulle auto e sulle persone in giro, perché bisognava chiedere del perché erano in giro, oggi è diverso quindi i controlli saranno rigidi non tanto su chi è in giro, perché se uno va a fare la passeggiatta la può fare, quindi è inutile stare lì a controllare tutti che tanto ognuno ti dice "sto facendo la passeggiata" legittimamente, quindi non ha senso. I controlli saranno sull'uso di dispositivi, - ha quindi chiarito il sindaco di Verona Federico Sboarina - perché quello sì è importante, per andare galoppanti verso la vera Fase 2 dobbiamo abituarci sempre di più ad usare la mascherina, i guanti o il gel e rispettare le distanze di sicurezza. Questi saranno i controlli che verranno fatti, soprattutto questi e poi evidentemente dei macrocontrolli sugli assembramenti che rimangono non permessi». 

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