Capienza Arena e richieste al governo, Sboarina: «Risposte non favorevoli. Scriverò al ministro Franceschini»

Dopo l'incontro con i parlamentari veronesi per avanzare richieste al governo, in particolare la possibilità di calcolare la capienza massima per gli spettacoli in Arena anche oltre le mille persone fissate dal Dpcm, i primi segnali ricevuti sono negativi

 

Il sindaco di Verona Federico Sboarina ha inaugurato il punto stampa odierno, mercoledì 27 maggio, dedicato alla gestione dell'emergenza coronavirus, parlando della situazione legata all'Arena di Verona e alle richieste fatte al governo per potervi organizzare spettacoli con un pubblico superiore alle mille persone (limite ad oggi vigente secondo l'ultimo Dpcm): «Attraverso anche l'incontro con i parlamentari veronesi dell'altro giorno abbiamo avanzato una serie di richieste al governo, a fronte del fatto che Covid-19 ha colpito anche e soprattutto Fondazione Arena perché è quella che ha la sua massima espressione proprio nel periodo estivo, contrariamente a tutti gli altri teatri. Il punto su cui sto combattendo da diversi giorni, - ha quindi aggiunto il sindaco Federico Sboarina - è quello della capienza in Arena che l'ultimo Dpcm fissa a mille persone per gli spettacoli all'aperto, ma noi abbiamo lavorato per una capienza che si avvicini ai 3mila posti, circa 2.600, e di questo ho sensibilizzato tutti i parlamentari che si sono poi attivati con una sessione alla Camera».

In merito il primo cittadino ha segnalato che la prima risposta ricevuta non è stata delle migliori: «L'esito - ha detto Sboarina - non è stato dei più favorevoli rispetto a questa nostra prima richiesta, ma non ci fermiamo. Sto per inviare il protocollo stilato da Fondazione Arena al ministro Franceschini per formalizzare la nostra proposta, una proposta fatta sulla base di quanto afferma la comunità scientifica e nel rispetto dei parametri sanitari che stabilisca la capienza massima dell'Arena e non una capienza massima in termini assoluti per tutti i luoghi, cosa che non ha alcun senso: è come dire a un ristorante che al suo interno vi possono stare al massimo 20 persone, ma è evidente che se un ristorante è più grande e nel rispetto del distanziamento ci possono stare 50 persone, allora ve ne staranno di più».

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