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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Arrivato il nulla osta dalla Regione, manca solo l'approvazione del Consiglio Comunale alla Variante 29

L'Amministrazione di Verona ha annunciato che è giunto il parere positivo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). «La nuova visione della città è talmente importante per il nostro futuro che abbiamo schiacciato sull’acceleratore per arrivare all’approvazione in tempi brevissimi», ha detto il sindaco Sboarina

Soddisfazione a Palazzo Barbieri per la chiusura del cerchio amministrativo attorno alla Variante 29. Dalla Regione infatti è arrivato l'ultimo atteso nulla osta, il parere positivo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che dovrebbe permettere ai tanti progetti di concretizzarsi in recupero e rigenerazione urbana.
50 gli edifici di Verona "nel mirino", per essere riqualificati e strappati al degrado. Una trasformazione che il Comune sottolinea riguarderà tanti quartieri cittadini e che prenderà il via con l’approvazione in Consiglio della Variante 29: intere zone come Croce Bianca, Borgo Venezia, Pestrino, Zai, Borgo Roma, Montorio e Basso Acquar, per citarne alcune, sarebbero al centro del cambiamento. 

ITER IN TEMPI BREVI - Da Palazzo Barbieri spiegano che mai prima d’ora una Variante urbanistica ha avuto un percorso così rapido, tanto da arrivare all’approvazione in Consiglio comunale assai velocemente rispetto ai tempi tradizionali, solitamente contati in alcuni anni. A marzo 2021 sono arrivate le osservazioni e a fine luglio 2021 il Consiglio Comunale ha adottato la Variante, con una maratona di voto durata quattro giorni. Subito dopo l’estate sono partiti i cinque mesi per la VAS che adesso permette la definitiva approvazione del Consiglio. La velocità dell'iter non avrebbe tralasciato l'aspetto partecipativo e la concertazione attraverso il confronto con le categorie, assemblee pubbliche, commissioni consiliari e il passaggio nelle Circoscrizioni.
Per l'Amministrazione scaligera, il risultato è frutto di un lavoro incessante che non è stato rallentato dalla pandemia e che segnerebbe un nuovo modo di pianificare lo sviluppo del territorio.

IL DOCUMENTO - Il Comune sottolinea che la Variante 29 è destinata a cambiare il volto della città da qui ai prossimi decenni e a togliere degrado da tantissime aree cittadine, ma ci saranno anche ricadute positive in termini di occupazione e di nuove opere pubbliche. Due numeri su tutti: circa 10 milioni è il valore delle opere pubbliche realizzate con i contributi compensativi delle 45 schede approvate e 300 milioni l'investimento complessivo per i lavori di costruzione.

189 le manifestazioni di interesse arrivate per le quattro tipologie di bando, un numero che ha superato le aspettative, segno di un tessuto che ha risposto in modo più che positivo ai nuovi stimoli sul fronte urbanistico e che ne condivide i principi di fondo. Di queste, sono 50 le schede inserite nella Variante 29, che la Giunta ha scelto ritenendole coerenti con le linee guida del documento urbanistico. Qualche esempio: l’ex stabilimento industriale in lungadige Attiraglio verrà trasferito per fare posto a nuove residenze e a verde pubblico; al Pestrino verranno recuperate aree lungo il fiume nelle vicinanze del forte Santa Caterina; la rigenerazione dell’ex Tiberghien sarà la molla per rivitalizzare il quartiere circostante; in Basso Acquar nascerà una nuova residenza per anziani.
Delle rimanenti proposte, solo una piccola quota è stata esclusa, in quanto non conformi ai requisiti della Variante. Per altre proposte, gli uffici tecnici hanno individuato invece percorsi amministrativi diversi, più idonei alla tipologia di intervento richiesto. È il caso dell’ex carcere Campone che seguirà l’iter in variante con accordo pubblico privato. Altre proposte saranno realizzate utilizzando il titolo edilizio, un iter più breve perché non necessita dello strumento di variante. Nelle ultime fasi dell’istruttoria alcuni proponenti si sono ritirati. Nel complesso, le risposte accolte positivamente sono l’80% di quelle complessivamente arrivate.

Per la Variante 29 sono pervenute un totale di 291 osservazioni di cui gli uffici ne hanno accolte 19, parzialmente accolte 39, e 233 non accoglibili.

NUOVA VISIONE URBANISTICA - Ad arricchire il documento, ci sono dieci Masterplan guida, ovvero livelli superiori di pianificazione in cui sono definite indicazioni e principi che dovranno essere recepiti in fase di progettazione. Veri e propri telai che saranno la base dei futuri interventi, in particolare per quelli più complessi o per le aree dove c’è maggiore necessità. In questo modo l'Amministrazione intende rendere omogenea per servizi e infrastrutture la zona interessata.

Tra le caratteristiche principali della Variante 29, spiegano da Palazzo Barbieri, ci sarebbe infatti una visione completamente nuova di trasformazione urbanistica, che si basa sul coordinamento tra i vari interventi. Non ci sarebbero progetti a spot senza un disegno omogeneo dell'area circostante, in quanto la Variante disegnerebbe il territorio in base alle diverse caratteristiche e necessità, alla ricerca di un’armonia dei vari contesti e di coerenza rispetto all’intero tessuto urbano. Per gli stessi Masterplan, sono state esaminate e valutate diverse componenti tra cui la viabilità, la presenza di piste ciclabili e ciclopedonali, il verde, i servizi ai cittadini.

MENO COMMERCIALE, PIÙ SERVIZI E RESIDENZIALE - Gli interventi che partiranno nei prossimi mesi porteranno maggiori servizi su tutto il territorio, da quelli sportivi a quelli per la persona, mentre aumenterebbe l’offerta di residenziale di qualità e trovano spazio nuove forme di abitare come le senior housing e gli studentati ma anche il co-working in risposta alla pandemia. Tutti progetti che, nelle intenzioni, miglioreranno notevolmente la qualità della vita dei quartieri. Viene definitia irrisoria l’incidenza delle proposte legate al commerciale, che rappresentano solo il 15% del totale.

A dare annuncio sabato mattina in sala Arazzi il sindaco Federico Sboarina e l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala.

«Ci siamo – ha detto il sindaco Sboarina -. La nuova visione della città è talmente importante per il nostro futuro che abbiamo schiacciato sull’acceleratore per arrivare all’approvazione in tempi brevissimi. Con la Variante 29 si disegna il volto di Verona dei prossimi decenni, e lo facciamo attraverso interventi edilizi senza consumo di nuovo suolo, ma recuperando gli spazi degradati che i nostri cittadini vedono abbandonati da tempo. In questo modo parte la concreta riqualificazione di interi quartieri in cui sono inseriti. Saranno interventi urbanistici mirati e coordinati dall’Amministrazione per garantire buona qualità della vita ai cittadini. Le dimostrazioni di interesse da parte anche di privati, certificano quanto questo strumento innovativo fosse atteso da migliaia di veronesi, non solo da chi richiede l’intervento, ma anche soprattutto da coloro che vogliono vedere recuperati spazi vicino casa loro. Per questo mi aspetto che anche in Consiglio Comunale si arrivi al più presto all’approvazione di questa Variante per non ostacolare lo sviluppo della città. Viceversa, se qualche partito deciderà di strumentalizzarla, si prenderà la responsabilità politica e dovrà spiegare ai veronesi perché si è messo di traverso allo strumento urbanistico che aumenta la qualità della vita di molti quartieri. Cinque anni fa avevo sottolineato criticamente l’utilizzo di opere compensative, come ad esempio calare in un quartiere un grande supermercato in cambio di una sola rotonda. Questo significa non avere la visione d’insieme della città, che invece è elemento fondamentale della Variante 29».

«Abbiamo inaugurato una stagione diversa dell’urbanistica – ha sottolineato l’assessore Segala -. Infatti, se questo iter verrà seguito anche nei prossimi anni, si potrà intervenire con velocità diversa. A marzo 2021 avevamo dato il termine per presentare le osservazioni e già a luglio siamo andati in adozione in Consiglio. Dopo il periodo della VAS, di cinque mesi, ora siamo pronti a tornare in Consiglio per l’approvazione. Alcuni non hanno creduto alla possibilità di un iter urbanistico finalmente veloce, come ad esempio i proprietari dell’ex Cardi, che invece preferiscono una variante specifica. Gli interventi miglioreranno il tessuto di alcune zone, come ad esempio Cava Speziala a San Massimo, dove non si farà la discarica prevista. Grandi trasformazioni riguarderanno, ad esempio, Verona Sud, così come anche l’area dell’ex sede della Croce Rossa in Borgo Venezia».

La Variante non convince invece Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, per il quale il «consumo di suolo c'è e si vede», mentre su Cava Speziala ed Ex Cardi Sboarina e Segala indosserebbero le vesti dei «profeti del giorno dopo». 
«Sboarina e Segala - afferma Bertucco - chiudono in mestizia, senza alcun risultato tangibile, cinque anni in cui il territorio non è stato governato e la pianificazione urbanistica è stata delegata ai privati che hanno riempito la città di funzioni inutili e ridondanti, per lo più hotel e centri commerciali. Non confidiamo pertanto nella loro onestà intellettuale nel riconoscere che il consumo di suolo nella Variante 29 c’è eccome, e il fatto che la brutta legge regionale non lo qualifichi come tale non rende l’errore meno grave.
Lungo la Gardesana e la strada Bresciana, la Variante 29, che Sboarina e Segala rivendicano fieramente come la “loro” Variante, consente ben 13 interventi di diversa natura (commerciale, alberghiero, direzionale, produttivo, impianti sportivi ecc.) per un totale di quasi 41 mila metri quadri di nuove costruzioni che solo in parte vanno a riqualificare vecchi capannoni dismessi e per un’altra parte vanno ad impermeabilizzare aree agricole o inedificate o comunque rimaste permeabili, spesso oggetto di abusi passati successivamente sanati.
Del resto, se non è il Sindaco di Verona che si preoccupa del proprio territorio dovrebbe farlo il Presidente della Regione da Venezia che non ha mai mancato di mostrare disinteresse verso Verona?
Grottesca anche la veste di profeti del giorno dopo che Sboarina e Segala assumo sull’ex Cava Speziala che un emendamento del sottoscritto, minoranza della minoranza, e non una proposta del Sindaco o dell’assessore all’Urbanistica, ora consente di riportare a verde pubblico. Aria fritta anche sull’ex Cardi: se non ci fosse stata la denuncia del sottoscritto sulle fidejussioni tarocche ad oggi avremmo già palazzi di 18 piani con un carico urbanistico insostenibile.
Come avevano fatto Tosi, lo stesso Sboarina e Giacino nel 2011, oggi anche Sboarina e Segala si avviano ad approvare un atto pianificatorio importante in scadenza di mandato, senza alcuna speranza di vederne realizzati i frutti, e forzando la mano al consiglio comunale riducendo al minimo i tempi di confronto nelle commissioni. E poi hanno pure la faccia tosta di chiedere condivisione per un piano che definiscono urgente e atteso ma che loro per primi hanno scarrozzato in giro per anni senza alcun costrutto».

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