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I rifiuti abbandonati nel torrente Avesa

I rifiuti abbandonati nel torrente Avesa

Rifiuti nel torrente Avesa: «Il Comune di Verona organizzi un servizio di recupero»

Elisa Dalle Pezze, Presidente della II° Circoscrizione, interviene su questo problema partendo dall'ultimo episodio, che vede una dozzina di pneumatici abbandonati nel letto del corso d'acqua

L'ultimo episodio riguarda il torrente Avesa dove da più di quindici giorni sono sparsi, all'altezza di Piazzetta Peroni, una dozzina di copertoni di auto. Gesti di inciviltà simili sono stati segnalati al Comune di Verona anche negli anni precedenti e hanno riguardato ulteriori corsi d'acqua che attraversano la Circoscrizione.

Elisa Dalle Pezze, Presidente della IIa Circoscrizione, spiega come «la questione riguarda tutto il Comune di Verona che negli anni non ha ancora organizzato un servizio di recupero dei rifiuti rinvenuti nei corsi d’acqua, sebbene ad ogni segnalazione rivolta al Genio Civile, questi faccia presente alla Direzione Ambiente e alla Polizia Locale come la D.G.R. n. 793 del 31.03.2009 individua nel Comune nel cui territorio è intervenuto il rinvenimento del materiale, il soggetto istituzionalmente competente alla gestione (intesa come raccolta, trasporto, recupero e/o smaltimento) dei rifiuti abbandonati. Tali incombenze sono estese anche ai casi di rifiuti galleggianti sulle acque superficiali, o in esse trasportati, che non siano di impedimento al regime idraulico del corso d'acqua interessato, ciò per il fatto che lo specchio acqueo è, a tutti gli effetti, un'area pubblica che insiste nel territorio comunale poiché il Genio Civile si occupa esclusivamente del regime idraulico delle acque, mediante il buon funzionamento dei corsi d’acqua di competenza e nell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, gestione e manutenzione delle opere idrauliche».

Prosegue Silvano Pighi, Coordinatore Commissione Ambiente della Circoscrizione: «I rifiuti nel torrente Quinzano, all'altezza di Piazza Righetti e via Sottoprelle, sono stati recuperati dai volontari di Cittadinanza Attiva e Il Carpino un mese fa, portati su strada pubblica e ritirati da AMIA, ma in zona rossa non è possibile coinvolgere gruppi di volontari per la segnalazione di Avesa».

Elisa Dalle Pezze conclude: «Apprezziamo e sosteniamo l'impegno dei volontari, ma il Comune non può sottrarsi da un servizio che gli spetta in ambito di tutela ambientale: altri Comuni hanno previsto, così come altri servizi a chiamata, anche questo specifico dedicato ai corsi d'acqua. Auspichiamo che nel Bilancio comunale, non ancora approvato, si possa ricorrere ai ripari e che nel frattempo si trovi una soluzione per Avesa prima che il primo nubifragio trasporti i copertoni nell'Adige e poi nel mare». 

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