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Coppia gay aggredita in piazza Bra. Sabato manifestazione di solidarietà

Una passeggiata mano nella mano da piazza Bra a piazza Erbe per condannare il triste episodio di omofobia, un caso che ha scatenato le reazione delle associazioni e dei politici locali

Attenzione perché a Verona camminare mano nella mano può essere un gesto capace di generare fastidio in alcuni ragazzi, soprattutto se a camminare mano nella mano sono due uomini sposati. Gli insulti e la (fortunatamente leggera) violenza fisica subiti da una coppia gay in piazza Bra ha scatenato reazioni politiche e non solo. La reazione più evidente sarà una manifestazione organizzata per sabato 18 agosto alle 16. Gli organizzatori chiedono a tutti di presentarsi in piazza Bra per poi camminare mano nella mano fino in piazza Erbe. "Un segno di solidarietà pubblica alla coppia aggredita", così è stata descritta la manifestazione di sabato, aperto ad ogni genere di coppie, sia etero che omosessuali.

Fortemente colpite ma non stupite dal caso di omofobia accaduto sabato 11 agosto a Verona sono le associazioni cittadine che si occupano dei diritti degli omosessuali. "Non ci stupisce che sia accaduto nella nostra città, dove un clima d'intolleranza omofobica viene continuamente alimentato da tempo dalla stessa amministrazione comunale - ha dichiarato Laura Pesce presidente di Arcigay Verona - Un terreno di coltura avvelenato alimenta nelle giovani generazioni questi comportamenti violenti. Non se ne può più di sentire che sono solo ragazzate e che si tratta di casi isolati. Chiediamo che l'amministrazione inverta la rotta". E a puntare il dito contro un determinato clima politico cittadino è anche il Circolo Pink di Verona: "Chi dobbiamo ringraziare per questo ennesimo gesto di intolleranza omofoba? - chiedono dal circolo Pink - Di certo quei bravi ragazzi veronesi che si sono resi protagonisti dell'aggressione, ma siamo convinti che ci siano anche dei mandanti morali, forse proprio quei personaggi politici che a livello istituzionale negli ultimi mesi hanno lavorato per riaccendere e alimentare l'odio nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali di Verona".

A livello politico, il Partito Democratico veronese chiede di "non chiudere gli occhi davanti al clima di intolleranza che da tempo si manifesta anche nella nostra città".

Le responsabilità sono da individuarsi in un clima di intolleranza che la politica sia a livello locale che nazionale sta fomentando con dichiarazioni irresponsabili contro categorie esposte ma anche con i silenzi di fronte a fatti che meritano la massima condanna politica e morale - scrivono i consiglieri comunali PD Carla Padovani, Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, e segretario cittadino PD Luigi Ugoli - Non ci stanchiamo di affermare che siamo contrari e condanniamo la violenza sia verbale che fisica contro tutte le persone. Serve un segnale chiaro da parte del sindaco e una ferma condanna da parte di tutta l'istituzione.

E il sindaco di Verona Federico Sboarina ha condannato "senza se e senza ma" quanto accaduto sabato scorso, ribadendo che a Verona "non c'è spazio per alcuna forma di intolleranza". E anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è intervenuto dicendo: "Mi auguro che venga fatta al più presto chiarezza e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia. Non esiste una giustificazione per nessun tipo di violenza, né fisica né verbale. Chi ha compiuto questo gesto è semplicemente un incivile prepotente. La violenza, in qualsiasi modo e verso chiunque si manifesti è deprecabile, va respinta senza indugi e perseguita".

Anche i consiglieri comunali di maggioranza hanno condannato l'episodio omofobo ed espresso solidarietà alla coppia gay. Ma vengono respinte tutte le accuse che dipingono Verona come una città intollerante. "Verona è famiglia, ed in una famiglia si rispettano tutti - ha detto Laura Bocchi, consigliera della Lega - A Verona ogni persona per bene è la benvenuta, gli unici che non sono benvenuti sono gli ignoranti, che possono trovare altrove sfogo per la loro mancanza di intelligenza e necessità di dare un senso alle loro vuote vite. La violenza è contagiosa, e chi impara da ragazzino ad usarla la usa sempre, ovunque, in qualunque luogo, che sia contro una coppia che passeggia, sul posto di lavoro, per danneggiare un bene pubblico, contro un animale, o verso un bambino. Chi è violento lo è sempre, e la mia Verona la violenza la combatte". 

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