Agenti della penitenziaria in congedo elettorale. Rotta: "Bisogna intervenire"

La legge consente agli agenti che si candidano alle elezioni un mese di aspettativa retribuito. A Montorio però i candidati sono 40 su un organico di 300 poliziotti. La deputata veronese del PD ha interrogato i ministri della giustizia e del lavoro

Il caso veronese è quello di San Mauro di Saline, ma non è l'unico a livello nazionale. Il 10 giugno in sei comuni della provincia di Verona si svolgeranno le elezioni amministrative. Tra questi sei comuni c'è San Mauro di Saline dove si è presentata una lista molto particolare. È la lista "Alba Chiara" che candida a sindaco Angelo Sebastiano Campanile. La particolarità di questa lista è che è composta da agenti della polizia penitenziaria operanti nel carcere di Montorio, i quali, grazie a questa candidatura, possono usufruire di 30 giorni di aspettativa retribuita per la campagna elettorale.

Dal punto di vista formale, non viene violata nessuna legge. La norma concede questo diritto e gli agenti ne usufruiscono. Difficile però credere che questi agenti si siano candidati perché vogliono vincere le elezioni o semplicemente partecipare alla vita amministrativa di San Mauro di Saline. È più facile credere che si sono candidati semplicemente per godere del diritto che di stare a casa dal lavoro per un mese ed essere comunque retribuiti. Niente di illegale, anche se la loro scelta crea necessariamente difficoltà di organico all'interno del carcere. Se un decimo degli agenti di Montorio si deve assentare in blocco per un mese in questo periodo elettorale, gli altri agenti li devono coprire e ciò significa turni di lavoro più lunghi e forse anche giorni di riposo annullati.

Il caso non è passato inosservato alla deputata veronese del PD Alessia Rotta che ha presentato un'interrogazione ai ministri della giustizia e del lavoro.

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Voglio sapere come intendono intervenire al fine di coniugare il diritto di candidatura degli agenti di polizia con il rispetto degli impegni derivanti dal ruolo svolto nel pubblico impiego, in considerazione della riduzione di personale conseguente alla candidatura, a tutela della sicurezza e dell'intero personale in servizio costretto ad affrontare un carico superiore di lavoro - ha detto Rotta - La candidatura, pur non presentando profili di illegittimità, mostra delle evidenti anomalie con liste interamente composte dagli agenti in servizio nella casa circondariale. Attualmente sono 40 i poliziotti di Montorio in aspettativa elettorale retribuita, su 300 in servizio effettivo: chi è rimasto al lavoro affronta un carico di otto ore per turno anziché sei, rischia di saltare il riposo o di rientrare dalle ferie per coprire i turni lasciati dai colleghi candidati in campagna elettorale. Sarebbe opportuno quindi fare chiarezza.

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