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Raddoppio del depuratore di Peschiera, Comune e Ags: «Improponibile»

La giunta arilicense ha approvato un documento nel quale chiarisce che l'ipotesi avanzata da alcuni sindaci bresciani «non può essere neanche lontanamente presa in considerazione»

Gaiulli e Cresco

Il Comune di Peschiera del Garda mette la parola fine all'ipotesi di raddoppio del depuratore. Ieri, 2 marzo, la giunta ha approvato un documento nel quale chiarisce che l'ipotesi «non può essere neanche lontanamente presa in considerazione». Un atto formale da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Orietta Gaiulli che chiude la porta alla proposta avanzata da alcuni sindaci della sponda bresciana del lago, i quali immaginavano di portare i reflui dei propri territori nell'impianto di Peschiera.

Il Comune di Peschiera, assieme ad Azienda Gardesana Servizi, ha ribadito quindi l'importanza di seguire quanto stabilito dal progetto di rifacimento del collettore del Garda, il quale prevede la dismissione delle condotte sublacuali e la presenza di due depuratori: uno in territorio bresciano e uno a Peschiera che raccoglie i reflui anche di Desenzano e Sirmione.
«Il problema per noi non si è mai posto - ha chiarito il presidente di Ags Angelo Cresco - perché il progetto definitivo del nuovo collettore del Garda è stato confermato, appena qualche giorno fa, dai tecnici della Regione Lombardia, da quelli della Regione Veneto, dai rispettivi Ato e dal Ministero dell'ambiente. Nel progetto non è previsto alcun raddoppio di Peschiera. Per noi è improponibile, inattuale e folle l'ipotesi di raddoppio del depuratore di Peschiera perché si tratta di un impianto già saturo. Il nostro obiettivo è quello di migliorarlo, ma portare nuovi reflui significa rischiare di inquinare il Mincio».
«La delibera che abbiamo approvato in giunta - ha detto il sindaco Gaiulli - è una presa di posizione ufficiale, chiara e netta da parte della comunità di Peschiera. Esprimiamo formalmente la nostra totale contrarietà all’eventualità di raddoppio del depuratore, fatto che avevo già escluso anche a vari sindaci bresciani che me lo avevano ventilato. Da questo punto di vista c'è totale contrarietà, nel rispetto del progetto già approvato per il rinnovo del collettore del Garda che ha sempre previsto due impianti di depurazione di cui uno nel bresciano».

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