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Torri Gemelle, 11 settembre 2001-2021. «Tragedia che cambiò per le nostre vite»

Il sindaco di Verona ed il presidente del Veneto sono intervenuti nel ventennale dall'attacco terroristico di New York. Zaia: «Siamo stati tutti aggrediti, è stata colpita la nostra libertà e minacciata la nostra democrazia»

L'11 settembre non è una data come tutte le altre. Non lo è più dal 2001, da quando con un attacco terroristico furono abbattute le Torri Gemelle di New York. Un evento storico che a vent'anni di distanza segna ancora il nostro presente e che non può essere cancellato dalla memoria. Tutti ricordano dove erano l'11 settembre 2001, anche il sindaco di Verona Federico Sboarina che su Facebook ha scritto queste parole in occasione dell'anniversario di oggi. «Nel 2001 ero un giovane avvocato e ogni giorno, dopo pranzo, mi fermavo agli Scalzi per bere un caffè in compagnia di un mio caro amico. Di quell'11 settembre ricordo, come se fosse ieri, il suo viso pallido e sconvolto. Non rientrai in studio e andai a casa a seguire i notiziari. Una tragedia immane che cambiò per sempre le nostre vite».

Anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è intervenuto oggi per ribadire l'importanza delle commemorazioni legate all'11 settembre 2021. «Le immagini del tragico crollo delle Torri Gemelle rimangono indelebili nelle nostre menti per quella crudeltà espressa in mondovisione che ci hanno fatto vivere - ha dichiarato Zaia - Quel giorno, insieme ai due grattacieli simbolo di New York siamo stati tutti aggrediti, è stata colpita la nostra libertà e minacciata la nostra democrazia. Il tragico anniversario ci ricorda che sono trascorsi due decenni da quella efferata strage e la nostra libertà non ha mai smesso di essere minacciata dai terroristi. Altre stragi si sono succedute nel mondo e ancora oggi continuano ad addensarsi preoccupanti situazioni internazionali che fanno sentire minacciato il mondo intero e, più direttamente, popoli che hanno, invece, l’aspirazione di vivere in pace e appartenere al mondo dei cittadini liberi. La lontananza geografica dal nostro paese è abbattuta dalla globalizzazione e, dovunque sia in atto, ogni pericolo contro la libertà ci riguarda da vicino. Con questa consapevolezza, la data ci dà l’occasione per ribadire che anche questa ventennale situazione potrà essere superata soltanto mantenendo salda la certezza dei valori costitutivi della nostra società. La libertà è intangibile e la democrazia non è negoziabile. La memoria è potente. Ci impone, infatti, di riconoscerci nei valori della civile convivenza non soltanto quando il nostro animo è travolto dalle immagini in diretta di morti, feriti e distruzione, ma anche quando il tempo sembra avere sminuito la portata degli eventi. Ricordarsi e riconoscere i veri pericoli per la democrazia e la libera convivenza è l'antidoto contro la tentazione di un pretestuoso scontro sociale che ogni tanto sembra volersi affacciare anche sulla nostra società. Nel ventennale di quell'attentato criminale così simbolico, ricordo tutti coloro che hanno perso la vita, vittime di un atto terroristico ed esprimo la mia vicinanza a quelli che, sopravvissuti, ne portano i segni e alle famiglie colpite dal dolore».

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