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Consigliere comunale assente, qualcuno vota al posto suo. «Fatto gravissimo»

Il presidente del consiglio comunale di Verona Leonardo Ferrari ha firmato la denuncia alla polizia postale per il voto fantasma verificatosi venerdì notte. Il sindaco Sboarina: «Si possono configurare gravi ipotesi di reato»

Il presidente del consiglio comunale di Verona Leonardo Ferrari ha firmato questa mattina, 27 luglio, la denuncia alla polizia postale per il voto fantasma che venerdì notte si è verificato nell'aula consiliare di Verona.
Durante l'esame degli emendamenti alla Variante 29, a mezzanotte, qualcuno avrebbe votato da remoto l'emendamento numero 805 al posto del consigliere Andrea Bacciga, impossessandosi illegalmente della sua identità digitale. Bacciga, infatti, era uscito dal sistema che identifica elettronicamente i consiglieri presenti alla seduta e che consente loro di votare i provvedimenti anche da remoto. Il consigliere leghista si era scollegato alle 20.13 per impegni personali, giustificando la sua assenza, e si era ricollegato all'1.40 di notte. Chi ne ha rubato l'identità è entrato dalle 23.45 alle 23.46 e poi dalle 23.51 alle 0.00, scollegandosi subito dopo il voto di astensione dell'emendamento.

Sulla presenza e sul voto da remoto dei consiglieri si era però già discusso prima del furto d'identità a Bacciga. Prima dell'illustrazione del documento, il consigliere comunale Flavio Tosi aveva lamentato difficoltà nel ricondurre il voto ai consiglieri, viste le telecamere non attive su molti dispositivi. E poco prima del voto, sempre Tosi aveva chiesto al presidente Ferrari se il consigliere Bacciga risultava presente.

Ma il sistema utilizzato a Verona per permettere ai consiglieri di partecipare in via telematica ai consigli comunali è un sistema chiuso e solo chi ne ha diritto può accedervi. Un sistema che tiene traccia di ogni operazione ed infatti sono bastate delle rapide verifiche interne per rintracciare il dispositivo da cui sarebbe stato effettuato il voto fantasma. Dispositivo che l'anno scorso era stato utilizzato da un consigliere di minoranza per partecipare ad una seduta dell'aula e quindi a lui riconducibile.

Tutti questi fatti saranno ora oggetto di indagine della polizia postale, la quale dovrà accertare se sono stati effettivamente compiuti almeno due reati: la sostituzione di persona e la falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici.

«È avvenuto un fatto gravissimo che non ha precedenti a Verona e per il quale si configurerebbero gravi ipotesi di reato - ha commentato il sindaco Federico Sboarina - È inaccettabile che una persona eletta dai cittadini, con importanti responsabilità davanti alla comunità e nel ruolo di pubblico ufficiale, durante l’esame di una delibera, decida di compiere un illecito. Se le indagini dovessero confermare il tutto, moralmente sarebbe un problema di serietà verso l'istituzione ma sarebbe soprattutto un pesante problema di legalità. Nessuno può permettersi un tale disprezzo per le regole e per i cittadini che rappresenta. Ognuno, infatti, risponde delle proprie azioni, ora le indagini faranno il loro corso e vogliamo andare fino in fondo perché nella nostra vita pubblica i furbetti non sono ammessi. Quello che è certo è che non è sicuramente un problema di fragilità del sistema di voto, come hanno voluto far credere le minoranze, tanto che quello stesso sistema ci ha permesso in poche ore di effettuare le verifiche interne e individuare il device del consigliere di minoranza dal quale sarebbe stato fatto il voto irregolare. Siamo qui per rappresentare onestamente gli elettori, la dialettica politica anche con toni forti e sostenuti è normale, specialmente su provvedimenti che riguardano il futuro di Verona, ma è inammissibile usare modalità illegali. Adesso, in coscienza, tutti i consiglieri di minoranza devono decidere e dichiarare se il loro posto è dalla parte della legalità, e quindi dei cittadini, o della furbizia di chi sarebbe disposto a commettere persino dei reati».
«La denuncia era doverosa dopo quanto successo venerdì notte - ha aggiunto Leonardo Ferrari - Un episodio inaccettabile che non ammette tolleranza in quanto ipotizzerebbe differenti reati, tra cui quello di sostituzione di persona e di falsità commessa da pubblico ufficiale. Aspettiamo l'esito delle indagini della polizia postale, dopodiché verranno presi i provvedimenti previsti dalle legge».
Ed anche il consigliere Bacciga ha dichiarato: «L'episodio che mi ha visto coinvolto mio malgrado è di estrema gravità e penalmente rilevante. Con rammarico assisto alla totale mancanza di solidarietà da parte dei consiglieri di minoranza che, anzi, hanno voluto insinuare e fare illazioni sulla mia integrità morale e professionale nell’esercizio di una funzione pubblica. La verità verrà fuori, e quel giorno attendo le dovute scuse». Solidarietà nei confronti di Bacciga è stata invece espressa da tutta la maggioranza.

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