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Andreucci festeggia sul podio davanti all'Arena di Verona (Foto © TimeFoto)

Andreucci festeggia sul podio davanti all'Arena di Verona (Foto © TimeFoto)

Scandola sfiora l'impresa nel Rally Due Valli ma il tricolore va a Paolo Andreucci

Per il pilota toscano si tratta dell'ottavo tricolore, il settimo per la sua navigatrice, la friulana Anna Andreussi. Peugeot conquista quindi l'ennesimo trofeo

Paolo Andreucci da Castelnuovo Garfagnana, un piccolo comune in provincia di Lucca, si aggiudica l'edizione 2014 del Rally Due Valli e con esso il titolo italiano Rally 2014 a bordo della sua 208 T16 R5. 

Per il pilota toscano si tratta dell'ottavo tricolore, il settimo per la sua navigatrice, la friulana Anna Andreussi. Peugeot conquista quindi l'ennesimo trofeo, dopo quello costruttori conquistato aritmeticamente già nella penultima gara della serie. 

Ha chiuso sul terzo gradino del podio il veronese Nicola Scandola su Skoda Fabia Super 2000. Il pilota di casa ha dato battaglia fino all'ultimo, insidiando Andreucci nella classifica finale per la vittoria del tricolore. I suoi assalti però sono alla fine risultati vani. 

LA GARA - Paolo Andreucci e Anna Andreussi, sulla Peugeot 208 T16 della Racing Lions sono dunque riusciti nell'impresa. Molti ne erano sicuri, altri invece avevano qualche riserva. Ma sulla pedana d'arrivo del XXXII Rally Due Valli, la coppia d'oro del rallysmo italiano ha messo a segno l'ottavo centro. Mai nessuno come loro nella storia di questo campionato, e questa volta, senza nulla togliere agli avversari, hanno dimostrato di essere i più forti, a prescindere dalle condizioni della gara che al Due Valli sono state particolarmente proibitive.

Al secondo posto, staccato di 21.8 secondi, il veneto Giandomenico Basso, che navigato da Mitia Dotta ha regalato un grande successo alla prima vettura a gpl in lizza per una competizione di rally. La loro Ford Fiesta R5 LDI preparata dalla BRC Motorsport ha mancato veramente di poco l'obiettivo, ma non si può dire che non ci abbia provato. Prima del finimondo meteorologico, Basso era davvero vicino ad Andreucci, e in condizioni normali la gara avrebbe potuto prendere una piega diversa. Terzo, a 1'21, il pilota di casa, Umberto Scandola con Guido D'Amore sulla Skoda Fabia S2000 della Skoda Italia Motorsport. Il veronese è partito con tutti gli occhi addosso, e dopo una prologo guardinga non ha potuto esprimere il suo potenziale fino in fondo, perché una foratura sulla PS2 ne ha condizionato tutta la gara. È stato lui stesso, a fine gara, ad ammettere che forse questo contrattempo gli ha fatto perdere la concentrazione nelle prime fasi della gara, quel tanto che è bastato per perdere il contatto con i primi. Ciò non toglie che abbia disputato una stagione molto positiva, dimostrando di saper portare al massimo livello una vettura, la Fabia S2000, che tecnicamente è senza dubbio inferiore alle altre due.

Dietro di loro hanno completato le prime dieci posizioni “Ciava”-Ciucci quarti con la Ford Fiesta R5 della Movisport; Rossi-Rocchi, quinti su una Renault Clio S1600, prestazione che è valsa loro anche una meritata vittoria di classe dopo il secondo posto del 2013; Albertini-Mazzetti sesti sulla Peugeot 208 R2 della Racing Lions e autori di una gara strepitosa, anche se rallentata dal maltempo. Menzione speciale per i veronesi Alberto Piatto e Stefano Farina, settimi, che sulla Clio R3 della Destra 4 sono riusciti a fare loro la classe davanti ai giovani del Trofeo Renault. Dietro, in ottava piazza, Ivan Ferrarotti e Manuel Fenoli (Clio R3C/Best Racing Team), che hanno conquistato il titolo italiano conduttori produzione davanti a Fabrizio Andolfi e Andrea Casalini (decimi al traguardo) che hanno portato in gara la nuovissima Clio R3T (Renault Sport Technology), ma hanno ammesso che occorrerà qualche gara con condizioni “normali” per capirne realmente il potenziale. Tra i due anche i freschi campioni italiani junior Giacomo Scattolon e Fabio Grimaldi, noni assoluti sulla Peugeot 208 R5 della Vieffecorse e primi di classe R2B. Da segnalare, infine, anche l'ultimo titolo disponibile vinto in questa manifestazione, quello del Trofeo Twingo, che ha premiato Luca Panzani e Sara Baldacci, che hanno chiuso all'undicesimo posto assoluto.

L'EVENTO - La gara, il "XXXII Due Valli", che tornava campionato italiano dopo 25 anni dall'ultima volta, si è dimostrata forse una delle più dure della stagione, sia per il percorso, che già sulla carta era tecnico e selettivo, ma soprattutto per le condizioni meteo, che complici alcuni contrattempi indipendenti dall'organizzazione hanno interessato la manifestazione nella seconda metà della prima tappa. La manifestazione, organizzata da Aci Verona Sport, il comitato organizzatore dell'Automobile Club Verona, è partita venerdì 10 ottobre, con la prologo sulle “Torricelle”, una sorta di vip stage a due passi dal centro storico. Tantissimo pubblico, anche nella bella cornice di piazza Bra, a dimostrare un affetto per il motorsport che a Verona esiste da tempo immemore. Sullo stretto e corto budello alle spalle di Piazza Bra, sono stati subito chiare le intenzioni dei protagonisti, con Basso e Andreucci a parimerito, e Scandola a meno di un secondo.

HISTORIC - Sono stati invece Nicholas Montini e Romano Belfiore, sulla Porsche 911 RS del Team Bassano, a conquistare il nono rally "Due Valli Historic", valido come prova del "Campionato italiano rally auto storiche" e penultimo appuntamento della serie. I bresciani, che non avevano mai vinto a Verona e hanno fatto loro anche la classe C5 e il secondo raggruppamento, con questo successo continuano a sperare per il titolo assoluto, anche se devono ancora fare i conti con gli scarti (il regolamento lo prevede) e al prossimo Rally di Piancavallo dovranno giocarsela anche contro quel “Lucky” che qui a Verona non è riuscito, ancora una volta, a dire la sua, fermato da un incidente durante la prima tappa.

Al secondo posto, seppure staccato di 2'18, il toscano Alberto Salvini, navigato da Davide Tagliaferri, sulla potente Audi Quattro del Rally Club Sandro Munari, che forse avrebbe potuto fare di più se nel corso della prima tappa, non fossero state annullate le prove sotto l'acqua. La trazione integrale della vettura tedesca gli avrebbero probabilmente dato quella marcia in più per avvicinarsi a Montini, ma i due hanno comunque incamerato anche il successo in classe E6 e nel quarto raggruppamento.

Terzo e primo del terzo raggruppamento, a 4'05, l'altro Montini, Roberto, che in coppia con Erika Zoanni sull'altra Porsche 911 del Team Bassano, ha rischiato di regalare ai sostenitori una storica doppietta padre-figlio, che mai è successa da quando entrambi corrono insieme nel campionato italiano. Anche questo primo-terzo è tuttavia un risultato storico, perché per la prima volta entrambi sono saliti sul podio. Per Roberto impossibile riuscire nell'intento, anche se al termine della prima tappa il distacco da Salvini era di soli 6 secondi, perché come ha onestamente ammesso prima dell'arrivo «quei cento cavalli in più dell'Audi erano davvero troppi per provare a tenere il ritmo di Salvini».

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