Nuovo regolamento delle circoscrizioni di Verona, legge elettorale cambiata

Per la maggioranza, la riforma garantirà maggior operatività e governabilità ai parlamentino. In disaccordo le minoranze: «Risolve i problemi dei partiti, non quelli dei cittadini»

 

Garantire maggior operatività e governabilità alle circoscrizioni. Con questo obiettivo, il consiglio comunale di Verona ha modificato il regolamento delle circoscrizioni, il quale sarà valido dalle prossime elezioni amministrative.
Tra le novità introdotte, c'è la possibilità di creare coalizioni tra liste, prima delle votazioni, ognuna delle quali deve esprimere un candidato presidente. Ma anche l'introduzione del premio di maggioranza sul 60% dei seggi ed in caso di parità di voti la presidenza spetterà al consigliere con la maggior cifra individuale, ovvero con il maggior numero di voti di lista più quelli personali, e non più al candidato più anziano come successo fino ad ora. Inoltre, per la sua revoca è necessaria la sfiducia costruttiva, ossia della maggioranza assoluta dei consiglieri, con l'indicazione del nominativo del successore.
È il primo intervento di modifica al regolamento delle circoscrizioni, a cui ne potrebbero seguire altri, soprattutto per aumentarne le competenze.

I COMMENTI DELLA MAGGIORANZA

«Questo nuovo regolamento è il frutto di un anno di lavoro, condiviso da tutta la maggioranza - ha detto l'assessore al decentramento Marco Padovani - Una svolta importante che avevamo nel nostro programma elettorale perché le circoscrizioni siano effettivamente operative e in grado di fornire servizi ai quartieri. Servivano nuove regole per garantire alle circoscrizioni più governabilità e stabilità nel tempo, così come più trasparenza in vista delle elezioni. Grazie a queste modifiche, infatti, le coalizioni che nasceranno prima del voto indicheranno già un candidato presidente, impegnandosi politicamente con i cittadini. Si tratta solo del primo step, la volontà infatti è quella di ampliare le competenze delle circoscrizioni, sia per quanto riguarda i servizi tecnici che dal punto di vista economico».
«In questo modo chi vince le elezioni, ed è quindi espressione della maggioranza, può governare il territorio, evitando di incappare in giochi dell'ultimo minuto post voto che creano instabilità - ha aggiunto il consigliere comunale Marco Zandomeneghi - Abbiamo lavorato con l’unico obiettivo di garantire l’operatività dei nostri consigli di quartiere, un organo importante perché il più vicino ai cittadini e al territorio».
«Si tratta di un passaggio storico - ha affermato il consigliere Daniele Perbellini - Finalmente si è messo mano al regolamento delle circoscrizioni e se ne garantisce il lavoro e la stabilità. Sono il primo avamposto della politica e rivestono un ruolo fondamentale con i cittadini e le associazioni. Ecco perché vanno valorizzate, a beneficio dei nostri quartieri».
«Il prossimo tassello sarà quello di dare una giusta riconoscenza ai consiglieri di circoscrizione, per tutto il loro impegno - ha concluso il consigliere Roberto Simeoni - Nel frattempo la commissione delle politiche per il decentramento incontrerà tutti gli otto presidenti al fine di ascoltarne bisogni e necessità e trovare insieme le soluzioni».

LE CRITICHE DELL'OPPOSIZIONE

Il Partito Democratico di Verona è in disaccordo con le modifiche approvate ed ha avviato una campagna social per informare i cittadini su come vorrebbe impostare una diversa riforma delle circoscrizioni. «Il cambiamento del sistema elettorale varato dall’amministrazione risolve, forse, i problemi di spartizione tra i partiti ma non assicura la stabilità politica dei parlamentini di quartiere né tanto meno interviene su competenze e risorse - hanno dichiarato il segretario PD di Verona Luigi Ugoli ed i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Proponiamo una riforma elettorale in senso realmente maggioritario, lo stesso sistema per l'elezione del consiglio comunale. Riteniamo inderogabile anche una riforma delle competenze con una devoluzione di funzioni dagli uffici comunali agli uffici periferici. Con il sistema attuale, azioni banalissime come l'installazione di uno specchio parabolico per migliorare la sicurezza di un incrocio stradale di quartiere richiede più di due anni di rimpalli. È necessario che su competenze basilari come quelle su strade e gestione del territorio i poteri delle circoscrizioni siano effettivi. Riteniamo poi doveroso far pesare di più il voto delle circoscrizioni, ad esempio imponendo agli organi comunali di motivare la propria decisione quando essa contraddica il parere richiesto ai parlamentini, ma anche coinvolgendo i presidenti delle circoscrizione nell'approvazione del bilancio comunale. Ma soprattutto, è indifferibile la questione dei finanziamenti e della dotazione di personale».

E per Michele Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra in Comune: «L'introduzione del premio di maggioranza senza elezione diretta del presidente nel sistema elettorale delle circoscrizioni è una non riforma che va unicamente a vantaggio dei partiti e non dei cittadini. La maggioranza ha pure detto che questa della riforma elettorale è solo un primo passo a cui seguiranno altri provvedimenti per dare funzioni operative e implementare la dotazione finanziaria e di personale delle circoscrizioni: hanno avuto tre anni di tempo ma non l'hanno mai fatto, anzi, hanno ulteriormente tagliato le risorse alle circoscrizioni. Non sarà certo negli ultimi mesi di mandato che gli verrà la voglia di rimediare».

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