Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia e I Virtuosi Italiani in “Round about Weill & Offenbach”

Una prima assoluta per il Teatro Ristori, l’appuntamento fissato per martedì 9 maggio, alle ore 20.30, all’interno della stagione “Italian Jazz Style”: “Round about Weill & Offenbach”, con Gianluigi Trovesi, piccolo e clarinetto contralto, Gianni Coscia fisarmonica e I Virtuosi Italiani. Dal 1994, anno in cui Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia si sono uniti in questo sodalizio musicale, la loro musica ha assunto connotazioni nuove.

Le interpretazioni sonore di Trovesi si coniugano con la formazione classica di Coscia, che ha sempre avuto come principale riferimento il carismatico Gorni Kramer, con cui ha anche suonato sound Jazz colti e raffinati. Musica colta e popolare, folk e jazz, dunque, trovano con Trovesi–Coscia terreno fertile per produrre sintesi uniche. I due straordinari musicisti reinventano ogni spettacolo con parole inedite l'interplay a due voci. La loro avventura musicale sviscera le origini della memoria e riporta alla mazurka, al valzer, al tango, sprigionando momenti di autentica passione nel ridisegnare in chiave jazz la tradizione folklorica.

Come tutti gli esperimenti, questo di Coscia, Trovesi e de “I Virtuosi Italiani” è di difficile definizione: gioca tra omaggi a grandi maestri, con la ricerca di timbri antichi e rimembranze classiche, e invenzioni originali degli esecutori. Ciò che si prospetta è una trasversalità nuova dove cadono le distinzioni di genere, con un’attenzione al folklore italiano in modo che dall’incontro tra tradizioni apparentemente inconciliabili si disegnino i fantasmi di etnie inesistenti.

Cade persino la distinzione tra musica che segue una partitura e musica che improvvisa su tema. Coscia e Trovesi giocano su entrambi i fronti, permettendosi, all’interno dell’omaggio a un altro musicista, una gioiosa poetica della cadenza. In questo loro gioco di richiami tra testi ed eredità diverse, inducono talora nell’ascoltatore sistemi di atteso che d’improvviso frustrano, cambiando le regole del gioco. L’esecuzione può essere apprezzata a livello “alto”, cogliendo i rinvii intertestuali, e a livello “basso”, come musica tout court, senza essere disturbati dal rimando erudito e malizioso. Il connubio tra malizia e ingenuità genera ad ogni nuova citazione o invenzione, una festa timbrica che sa trarre tutto il possibile dagli strumenti, e in modo naturale, senza ricorso all’elettronica. Ecco dunque un modo di rendere popolare la musica colta e colta la musica popolare.

Gianluigi Trovesi, clarinetti

Trovesi ha studiato clarinetto e composizione al Conservatorio di Bergamo e ha iniziato la sua carriera suonando in orchestre classiche e di musica da ballo. Molto presto si è orientato verso il jazz e, con il suo Trio e con l'Ottetto, ha ricevuto premi della critica per album realizzati a partire dalla metà degli anni Settanta. Nonostante in anni recenti si sia concentrato sulle memorie del repertorio classico, Trovesi è anche autore di colonne sonore per il cinema e di musiche di scena per il teatro, oltre che protagonista del documentario di Sergio Visinoni “Il cortile della musica”. Collaboratore dei più importanti musicisti jazz contemporanei in Italia e fuori d'Italia, Gianluigi Trovesi è “Chevalier de l'ordre des Arts et des Lettres” della Repubblica Francese ed è stato insignito di onorificenze dai Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (Ufficiale della Repubblica Italiana) e Giorgio Napolitano (Commendatore dell'ordine al merito della Repubblica Italiana).

Gianni Coscia, fisarmonica

Coscia, nonostante gli studi classici e la formazione professionale come avvocato, ha svolto in modo pressoché esclusivo l'attività di musicista dedicandosi fin dal principio della sua carriera al jazz. Nel 1985 ha registrato l'album “Gianni Coscia - l'altra fisarmonica”, avvio di un percorso che lo ha portato a collaborare con i maggiori jazzisti della scena italiana e internazionale. Nel 1989 con il cd “La briscola” è entrato nel "Top Jazz" della critica specializzata. Ha preso parte ai festival più prestigiosi, ricevendo fra l'altro, nel 1997, il premio "Kramer" della città di Stradella. Il suo interesse per i valori musicali della tradizione popolare, per lui da reinventare attraverso la lingua del jazz, lo ho portato a incontrare l'esperienza di Gianluigi Trovesi, con il quale è nata un'intesa musicalmente elettiva. Ha collaborato con Luciano Berio nella scrittura della musica per una esposizione contro l'antisemitismo. Oltre ad essere autore di musiche per il cinema e per il teatro, dal 2006 è membro del Consiglio Accademico dell'Accademia Chigiana di Siena.

I Virtuosi Italiani

L’orchestra de “I Virtuosi Italiani”, nata del 1989, è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo.

Viene loro riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi, oltre all’eccellente qualità artistica dimostrata in anni di attività.

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