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Circolo Pink attacca Giona per il commento: «Meglio orfano che con genitori gay»

L'associazione lgbt di Verona ha criticato alcune posizioni espresse dal presidente della cooperativa sociale San Francesco e del gruppo Uniservizi. «Si occupa di accoglienza. È molto grave che si esprima così su coppie gay e sugli omosessuali»

Scontro a distanza tra il Circolo Pink di Verona ed Enrico Giona, presidente della cooperativa sociale San Francesco e del gruppo Uniservizi. L'associazione lgbt ha ricevuto la foto di un commento scritto da Giona ad una foto condivisa su Facebook. Nell'immagine era ritratta una coppia omosessuale formata da due uomini con la loro figlia. Due sono i commenti di Enrico Giona giudicati omofobi dal Circolo Pink. Nel primo Giona ha scritto: «Povero bambino!! Mi spiace molto per te. Era meglio essere orfano». E nel secondo ha definito gli omosessuali: «Persone con deviazioni sessuali non naturali».

«Ci pare molto grave che il presidente di una cooperativa che si occupa di accoglienza si esprima così sulle coppie gay e in generale sulle persone omosessuali - è stato il commento del Circolo Pink - Sono apprezzamenti che denotano forse ignoranza ma sicuramente molta omofobia. Nei centri gestiti dalla San Francesco vivono senz'altro anche dei richiedenti asilo gay, e ci chiediamo come possano essere tutelati i loro diritti se chi ha la responsabilità del loro alloggio ha un pensiero omofobo come questo. Ci chiediamo anche che percezione della diversità gay migrante possano elaborare gli stessi richiedenti asilo, se ospitati da una impresa il cui presidente ha una mentalità simile a quella di tanti integralisti che si oppongono ai diritti delle persone lgbt. Chiediamo a Giona di fare una seria riflessione sul concetto di accoglienza e magari di informarsi un po’ di più, perché spesso l'omofobia è il risultato della non conoscenza, sempre che invece all'origine del suo pensiero omofobo non ci sia qualcosa di ben più grave».

Il Circolo Pink ha segnalato il fatto anche alla prefettura e alla questura di Verona, istituzioni con cui la cooperativa San Francesco si relaziona per la gestione dei richiedenti asilo. «Valuteremo, inoltre, se ci sono gli estremi per un'azione legale», concludono i responsabili del circolo.

Secca la replica di Enrico Giona, il quale sembra però sembra più attento al suo lavoro che non alle sue parole. «Trovo grave il fatto di essere aggredito dal punto di vista lavorativo per una mia opinione personale - ha dichiarato Giona - Ho molti amici omossessuali, ho anche dipendenti gay che si sono sposati e su questo io non ci ho mai visto nulla di male. Resto però dell’idea che i figli debbano crescere con una mamma e un papà. Forse non ho usato la forma migliore, ma la penso così».
Parole che suonano come una mezza scusa. Giona è convinto che i figli debbano crescere solo in coppie eterosessuali. Un'opinione che è stata espressa male, ma che il presidente di Uniservizi continua a difende. Per il Circolo Pink, però, rimane grave che Enrico Giona non si sia espresso sul suo secondo commento, quello in cui descrive gli omosessuali «persone con deviazioni sessuali non naturali». Ed infatti il Circoli Pink ha risposto: «Non non abbiamo aggredito nessuno, a differenza del signor Giona che considera anche i suoi amici gay delle "persone con deviazioni sessuali non naturali". Un conto è un'opinione omofoba personale, che noi non possiamo comunque rispettare e accettare, un conto è affermare che noi gay siamo "persone con deviazioni sessuali non naturali". Questa è un'affermazione gravissima, che detta da una persona responsabile anche dell'accoglienza migranti non può essere considerata personale e senza peso».

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