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Hellas, coro nazista dopo la promozione: «...Una squadra fatta a svastica»

Le immagini riprese da un nostro collaboratore e quelle pubblicate su Youtube, poi riprese dalla stampa nazionale, hanno gettato nuovamente nella bufera i tifosi scaligeri

 

I sostenitori dell'Hellas Verona finiscono ancora al centro delle polemiche. Nel corso dei festeggiamenti per la promozione in Serie A del club scaligero infatti, ancora una un coro di pessimo gusto ha mischiato la "politica" al calcio. Un coro, per la precisione, che fa riferimento al nazismo, invocando il nome di Rudolf Hess, esponente di spicco del Terzo Reich di Adolf Hitler. 

«Siamo una squadra fantastica, una squadra fatta a svastica. Che bello è: allena Rudolf Hess». Così recita la canzone intonata in un locale fuori dallo stadio Bentegodi (come mostra il video in alto) e durante il tragitto che ha portato i tifosi in piazza Brà, come testimonia un filmato pubblicato su Youtube, ripreso dalla stampa nazionale. 

Non è la prima volta che la tifoseria scaligera viene accusata di questo tipo di episodi. Nel 2017, alla festa della Curva Sud, lo stesso coro era stato lanciato in risposta ad una frase pronunciata sul palco: «Ma alla fine io ve lo dico. Chi ha permesso questa serata? Chi ha pagato tutto? Chi ha fatto da garante ha un nome: Adolf Hitler!».

Sulla vicenda sta ora eseguendo gli accertamenti la Digos della Questura di Verona, che inizialmente non era intervenuta dal momento che nessuno aveva segnalato l'episodio. 

Nel frattempo da una fazione della politica veronese sono subito arrivate parole di condanna. Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, esponenti scaligeri del Partito Democratico, hanno rivolto un appello al sindaco Sboarina affinché prenda le distanze da questa fazione della tifoseria veronese. 

Ancora cori nazisti, questa volta nelle vie della città in occasione dei festeggiamenti per la promozione dell’Hellas Verona in serie A. Il video, rilanciato dal quotidiano La Repubblica, ha già fatto il giro d’Italia rinforzando l’immagine negativa di Verona patria di estremisti e fondamentalisti.
Verona non è questo ed è dovere del Sindaco affermarlo senza avviare l’ennesima pretestuosa polemica contro i giornalisti che si limitano a riportare i fatti, ma prendendo le distanze e le necessarie contromisure nei confronti di queste persone che umiliano il senso stesso di cittadinanza.
Non siamo più in presenza del “caso singolo messo in moto a tarda notte probabilmente da qualche bicchiere di troppo” come Sboarina aveva definito il precedente episodio accaduto alla festa dell’Hellas allo stadio Bentegodi. Sono episodi ripetuti nel tempo, provocazioni che fanno strada ad un pensiero totalitario e razzista che la nostra città non può accettare.
Sboarina esca dall'ambiguità e dagli ammiccamenti e li denunci.
Il Sindaco chiarisca inoltre il profilo del suo segretario particolare che, stando a fonti del medesimo stesso quotidiano nazionale, che non risultano essere state smentite, sarebbe destinatario di due daspo da stadio. I daspo sono misure finalizzate ad impedire aggressioni violente nei luoghi degli avvenimenti sportivi. Qual è la classe dirigente che la città coltiva?

Restando sempre in casa PD, si è espressa anche la parlamentare Alessia Rotta, che si è rivolta al ministro dell'Interno. 

Verona è medaglia d’oro della resistenza, è la città del volontariato, dei ponti con l’Europa e non dei muri. Non è accettabile che, a causa di qualche estremista filonazista erede delle Brigate gialloblu, la città sia palcoscenico di rigurgiti fascisti. 
Un gruppo di tifosi organizzato ha deliberatamente fornito un’immagine di Verona che è molto lontana dalla realtà, nonostante qualche forza politica voglia far credere al Paese che la città stia diventando il laboratorio delle nuove destre europee. L’apologia del fascismo è un reato è come tale è da condannare. Chi ha sporcato una festa di popolo come quella di domenica scorsa ha compiuto un reato, e non può essere permesso a un gruppo di facinorosi di agire impunemente.
Ora mi aspetto che il ministro dell’Interno, responsabile della pubblica sicurezza, si esprima con una dura condanna per quanto accaduto e che si attivi affinché nulla di tutto questo possa ancora accadere. 

Anche Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, si è rivolto al primo cittadino di Verona, affinché condanni tale comportamento. 

Stessa squadra, stesso coro, stessa svastica. L'Hellas Verona torna in serie A e gli ultrà neonazisti della curva sud festeggiano in piazza intonando: "Siamo una squadra fantastica... fatta a forma di svastica... che bello è... allena Rudolf Hess!".
Dopo due anni dalla mozione approvata in consiglio comunale che condannava i cori nazisti inneggianti a Hitler ed Hess, due dei peggiori macellai della storia del Novecento e non solo, che si erano verificati allo Stadio Bentegodi durante la festa della Curva Sud del Verona la storia si ripete nei festeggiamenti per la promozione in serie A dell’Hellas Verona.
Sono comportamenti umilianti sia per la città, la cui storia anche recente è macchiata da efferatissimi delitti che hanno avuto come cornice l’ideologia della destra razzista e xenofoba, sia per la stessa società sportiva dell’Hellas Verona, impegnata in un percorso di affrancamento dall’immagine negativa che le frange più violente del tifo le hanno appiccicato addosso negli ultimi decenni.
Chiederò che il Consiglio comunale di Verona prenda nuovamente le distanze da questi comportamenti e che li condanni fermamente.
Mi auguro che l’iniziativa possa trovare la massima condivisione in tutte le forze politiche anche di maggioranza e che la città non debba vivere una ulteriore umiliazione di vederla seppellita sotto una selva di “distinguo” e di posizioni ideologiche.

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