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Bande di giovani a Verona. Estorsione, rapine, aggressioni: perquisizioni per 17 ragazzi

L'operazione della Squadra Mobile scaligera è scattata all'alba di martedì nei confronti di alcuni giovani di età compresa tra i 16 e i 20 anni, residenti tra città e provincia

 

È scattata nella mattinata di martedì 23 febbraio un'operazione della Squadra Mobile che, con il coordinamento della Procura scaligera e della Procura per i minorenni di Venezia, ha dato esecuzione al decreto di perquisizione locale e personale emesso nei confronti di 17 adolescenti, ritenuti componenti di una gang di giovani responsabile di diverse rapine, un’estorsione, lesioni e porto senza giustificato motivo di strumenti riproducenti armi: una serie di reati commessi tra settembre 2020 e gennaio 2021. 

Dallo scorso mese di settembre infati, alcuni giovani sono stati presi di mira, picchiati e derubati da loro coetanei o da ragazzi poco più grandi che, puntando sulla forza del gruppo, si sarebbero resi protagonisti di una serie di azioni criminali per futili motivi, in una preoccupante escalation di violenza. 
Le indagini però non si fermano qua, ma proseguono al fine di individuare i resposabili di fatti analoghi, compiuti in città nelle ultime settimane. 

Nella rete delle perquisizioni sono finiti dunque 17 giovani, italiani e stranieri di seconda generazione, di età compresa tra i 16 e i 20 anni, residenti in città e provincia. 
Il capo della Squadra Mobile scaligera, Massimo Sacco, ha spiegato che al momento non possono essere forniti altri dettagli sulle indagini, in quanto ancora in corso: «C'è il massimo riserbo». 
Il dirigente della Questura ha invece spiegato che si tratta di un'operazione per «fronteggiare un problema che si presenta a macchia di leopardo in tutta Italia. Non le definirei baby gang, visto che si tratta di adolescenti che si aggregano in gruppi che purtroppo si rendono poi protagonisti di aggressioni, rapine o episodi simili. Non credo si tratti di criminalità nel senso pieno del termine: penso il nostro ruolo sia anche educativo, per condurli verso la fine di questa fase della loro vita. Questore e Prefetto di Verona sono scesi in campo per affrontare questa problematica». 

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