Riaprono a Verona i CER e i CER nido per andare incontro alle «esigenze delle famiglie»

L'assessore Bertacco ha parlato delle misure per dare un aiuto ai genitori, mentre il sindaco ha annunciato l'arrivo di altri 27 militari in città

 

Il punto stampa di sabato 22 maggio del Comune di Verona, ha visto il sindaco Sboarina introdurre l'assessore Bertacco per fare il punto su un tema che tocca da vicino le famiglie, ovvero la gestione dei figli con le scuole ancora chiuse per quei genitori che sono tornati sul luogo di lavoro. 

«Lunedì 25 maggio - ha detto Bertacco - riaprono i parco giochi Raggio di Sole, Valdonega e Arsenale, dove riparte l'attività di animazione che veniva fatta quotidianamente e che era molto apprezzata dalle famiglie. Naturalmente con tutti i requisiti e le attenzioni per quanto riguarda il problema Covid-19: ci saranno una serie di laboratori e di giochi all'aperto. Abbiamo identificato questi tre luoghi perché sono quelli che si prestano meglio a questo tipo di attività. Per quanto riguarda i CER, siamo in fase di completamento della gara, siamo pronti sia sotto l'aspetto organizzativo, sia sotto quello logistico, e faremo anche i CER "Nido", anche questa un'esigenza che arriva dalle famiglie, riproponendo tale e quale l'organizzazione degli anni precedenti. Stiamo sponsorizzando una serie di attività di associazioni presenti sul territorio e partono anche i centri diurni per i ragazzi con problematiche dal 15 giugno. Riproporremo il progetto "Io ci sto a fare fatica", che dai primi di luglio arriverà fino al periodo di Ferragosto: non credo che molta gente andrà in vacanza quest'anno, quindi in quel periodo potrebbe presentarsi un problema per quei ragazzi. Per i CER avevamo già stanziato un importo di cui disponiamo, ma per le prescrizioni che ci sono dobbiamo minimo raddoppiare il personale: questo ci constringerà a fare delle scelte e a stabilire criteri, se poi arriveranno finanziamenti dallo Stato o dalla Regione, siamo pronti ad aperture».  

La parola poi è passata al sindaco Sboarina, che ha introdotto alcune novità: «Dal 27 maggio arriveranno 27 militari in più rispetto all'operazione Strade Sicure: sono il frutto della richiesta fatta con il prefetto in pieno lockdown». 
«Oggi la parola d’ordine è sparpagliamoci – ha detto il sindaco Federico Sboarina, questa mattina in diretta streaming -. Dopo l’invito a rimanere a casa e ad essere responsabili, in questa fase possiamo tornare a goderci il centro, a frequentare bar e ristoranti, a essere turisti nella nostra città, facciamo tutto ma senza creare assembramenti. Verona è grande e ci permette di farlo, in sicurezza, anche nelle piazze tradizionali per gli incontri c'è spazio per tutti. Non serve cercare un colpevole, c’è bisogno che ognuno di noi dimostri buon senso. In altre città i sindaci sono stati costretti a nuove limitazioni, la legge ce lo consente, ma io non voglio arrivarci, non voglio fermare la ripartenza economica delle nostre attività commerciali. Ai diversi problemi di questa fase, la città e le istituzioni rispondono in maniera compatta. Anche per questo i controlli mirati ai comportamenti di sicurezza saranno portati avanti per limitare il numero di chi ancora non ha capito che basta poco per tutelare la nostra salute. Se questo verrà compreso da tutti, proseguirà la discesa verso il ritorno alla nuova normalità. Mascherine e distanze bastano per evitare nuovi contagi. Nel frattempo l’arrivo di altri uomini dell'Esercito sarà un ausilio importante per presidiare il territorio. Sono il frutto della richiesta che avevo fatto ancora a marzo assieme al Prefetto, quando eravamo in pieno lockdown e i controlli erano al massimo. Ora ci aiuteranno nella fase 2, abbiamo sempre detto che Verona era in sotto organico per numero di Forze dell’Ordine, il loro arrivo è prezioso per affrontare tutte quelle necessità che sorgeranno da qua ai prossimi mesi».

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