Leggende dal passato della città di Verona: miracoli contro la furia francese

Cavalli dagli zoccoli inchiodati al terreno e statue che non vogliono farsi distruggere. Aneddoti sulla miracolosa resistenza dei luoghi di culto veronesi contro gli invasori napoleonici

Santa Eufemia

Le truppe francesi di Napoleone Bonaparte entrarono a Verona nel 1796 e da quel momento in città si è cominciato a parlare di "furia francese". È un'espressione che testimonia l'arroganza manifestata dagli occupanti nei confronti della cittadinanza. Sono noti i saccheggi dei francesi, che non risparmiarono chiese e altri luoghi di culto, i quali furono svuotati e abbandonati oppure utilizzati per scopi civili o militari. Un esempio è la chiesa di Santa Eufemia che fu trasformata in un ospedale.

Contro la furia francese si raccontano storie miracolose di chiese che resistettero alla depredazione. Nella chiesa parrocchiale di Novaglie, ad esempio, i francesi non riuscirono neanche ad entrare. Si racconta infatti che la Madonna venerata nella chiesa inchiodò gli zoccoli dei cavalli francesi al terreno pur di fermarli. Un altro evento miracoloso che si racconta è quello della statua di San Nicola di Tolentino conservata nella chiesa di Santa Eufemia. I francesi avevano reso la chiesa un ospedale e si erano portati via quasi tutto. Rimaneva sul suo altare la statua di San Nicola. Gli invasori tentarono di abbattarla con una corda, ma non ci riuscirono. Addirittura un soldato francese provò a distruggerla usando una mazza, ma al primo colpo le dita delle sue mani si ruppero.

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