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Mattia Pasini di Zevio (Foto Facebook)

Mattia Pasini di Zevio (Foto Facebook)

Verona, non fa in tempo a frenare e centra in pieno un furgone con la sua moto: muore 23enne

Forse la velocità eccessiva con la quale è arrivato allo svincolo gli è stata fatale: a girare per svoltare a destra è stato un Fiat Doblò, condotto da un 48enne che si apprestava a fare una consegna

Un violento urto contro il furgone e il suo corpo a terra, senza vita. E’ morto dopo l’incidente su quella moto che amava, Mattia Pasini, 23enne di Zevio. Un impatto che non gli ha lasciato scampo, avvenuto verso le 18 sul tratto della Regionale 11 in via Copernico, a Vago di Lavagno. Il giovane, soprannominato “Seciar” dagli amici e su Facebook, stava tornando a casa dal lavoro, dalla ditta “Group Five” che si occupa di edilizia e ristrutturazioni. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di San Martino Buon Albergo, il 23enne stava viaggiando sulla sua Bmw 1000 in direzione Verona, da Vago.

Forse la velocità eccessiva con la quale è arrivato allo svincolo gli è stata fatale: a girare per svoltare a destra è stato un Fiat Doblò, condotto da un 48enne che si apprestava a fare una consegna. Il giovane centauro non avrebbe fatto in tempo a frenare dopo l’accelerata al semaforo, distante 200 metri. Ha centrato in pieno il furgone e per l’impatto è stato sbalzato dalla sella per alcuni metri. Sul posto sono giunti gli equipaggi del 118 e dei carabinieri. Per Mattia, all’arrivo dei sanitari, purtroppo non c’era nulla da fare e non è stato possibile far altro che dichiarare la morte. Inutili i tentativi di rianimazione. Il ragazzo amava le corse in moto, il “Sic”, Marco Simoncelli, motociclista professionista che in sella ha trovato la morte, come lui. Tifava Inter e viveva con la mamma, Cristina Trevisan che si era separata dal marito, il papà di Mattia, alcuni anni fa. Conosciuta in zona anche la sorella, Demetra, che lavora al bar “Asso”, ad Illasi. La notizia della tragedia avvenuta poco distante dalla sede dell’azienda è arrivata in un lampo e la disperazione dei colleghi ha preso il sopravvento, a quel punto. Come spiega L’Arena,

«Abbiamo saputo della morte di Mattia e non ce ne facciamo una ragione. In questi giorni lavorava a Verona. Non aveva un incarico specifico, si dava da fare in tutto, in qualsiasi dei nostri settori», ha detto Davide Canolo, «in questi giorni lavorava a Verona e non era passato dall'azienda oggi. Non so nè dove stesse andando, neanche da dove tornasse perchè mi è stato detto che viaggiava in direzione Verona, come se stesse tornando indietro»

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