Animali leggendari della provincia di Verona: il bisso galeto

Testa e corpo di gallo e coda di serpente. Meglio stargli lontano però, perché è molto velenoso

(Fonte immagine: Facebook Agriturismo El Bisso Galeto)

Se volete chiedergli l'amicizia, è anche su Facebook. Sarà anche un falso profilo, ma testimonia che almeno nel veronese la sua presenza è sentita, anche solo nell'immaginario. E comunque molte attività hanno voluto scegliere come nome Bisso Galeto, dall'agriturismo al motoclub.

Il bisso galeto è forse la creatura fantastica più tipica della provincia di Verona. La sua forma si può dedurre dal nome: il bisso è il serpente e il galeto è il gallo. Quindi il bisso galetto dovrebbe la coda di un serpente e il corpo e la testa di un gallo, con una grande cresta rossa. Non è chiaro se sappia o meno volare, ma le ali ce le ha, non come quelle dei galli, ma più squamose e spinose. Un animale simile ad una creatura fantastica più nota, il basilisco, ma più piccolo, anche se una delle sue capacità è quella di aumentare o diminuire la proprio dimensione a piacimento. La sua doppia natura animale è presente fin dalla nascita, perché il bisso galeto nasce da uno sferico uovo di gallo (!) covato da un serpente per nove anni. Una volta nato, conduceva la sua vita in mezzo alla natura, tra boschi e valli.

Del bisso galeto bisogna aver paura perché è un animale molto velenoso. Uccide con il morso, ma anche con l'alito e addirittura con lo sguardo. Come la medusa, dunque per ucciderlo era necessario uno specchio. Impossibile invece ucciderlo ferendolo, perché anche il suo sangue era velenoso. Bastava solo il contatto del sangue con la pelle di un uomo per causarne la morte.

La sua parte di serpente lo rende nemico delle donnole, che possono uccidere il bisso galeto, ma non sono immuni dal suo veleno. Inoltre pare anche che il canto del gallo posso essere letale per il bisso galeto.

Attorno al bisso galeto sono state costruite tante leggende. La prima risale ad un'epidemia di sifilide del XV secolo, che si dice scatenata proprio da lui. In altri casi, si dice che il suo veleno sia contagioso e quindi chi viene morso dal bisso galeto diventa particolarmente antipaticato ("Cosa c'è? Ti ha morso il bisso galeto?").

Oltre al già citato basilisco, il bisso galetto viene accomunato anche ad un altro animale fantastico, l'abraxas. Erroneamente però, perché il busto dell'abraxas è umano.

A volte, in Lessinia, viene chiamato bisso galetto anche un tipo di serpente, che in italiano è il biacco e in dialetto viene chiamato carbonasso per il suo colore scuro. Ma il carbonasso è un serpente puro e semplice e oltre tutto non è neanche velenoso. 

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
VeronaSera è in caricamento