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Storie del Risorgimento italiano nel veronese: la bandiera di Oliosi

Un drappo che rischiava di cadere in mano nemica, ma che fu tagliato così che i soldati italiani potessero conservarne un pezzo. Finita la prigionia, i soldati si ritrovarono e la bandiera fu ricomposta

La lapide che ricorda l'avvenimento proprio dove avvenne storicamente

24 giugno 1866. Giorno della battaglia di Custoza, in cui si fronteggiarono l'esercito italiano e austriaco in una delle tante battaglie del Risorgimento italiano. Della prima divisione del primo corpo dell'armata italiana faceva parte una brigata, la Brigata Forlì, la quale si stava dirigendo quel giorno verso Castelnuovo del Garda e fu sorpresa dalla cavalleria austriaca. I soldati italiani si rifugiarono in una casa dell'abitato di Oliosi e resisterono fino a quando gli austriaci non hanno dato fuoco all'edificio.

E questo l'episodio bellico legato alla cosiddetta bandiera di Oliosi. La bandiera era l'insegna del reggimento e sarebbe stato un grosso disonore se fosse caduta in mano austriaca. Per questo gli ufficiali la divisero in più parti e ogni pezzo fu conservato da un soldato diverso. Gli austriaci fecero prigionieri i soldati italiani. La loro prigionia durò quattro mesi e al loro rientro il drappo fu ricomposto in una solenne cerimonia a Venezia

Per non dimenticare quel gesto nobile compiuto dai soldati italiani, proprio nella casa in cui si rifugiarono, nel 1908 fu apposta una lapide dedicata proprio ai salvatori della bandiera. 

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