Tensione al centro accoglienza di Pescantina. Irruzione di due uomini, uno si finge poliziotto

È stata denunciata l'intrusione di due soggetti all'interno del Cas di Pescantina che dallo scorso agosto ospita cinque nuclei familiari con undici bambini di età prescolare. Da Possibile l'accusa di "effrazione, aggressione, violazione degli spazi degli ospiti del centro"

Il Cas di Pescantina a Villa Vezza

Il fatto è avvenuto verso le ore 18 di venerdì 8 dicembre a Pescantina nei pressi del Centro di accoglienza straordinaria che da agosto ospita una ventina di richiedenti asilo, in larga parte donne e bambini in età prescolare. La loro presenza aveva già sollevato critiche da parte del movimento Verona ai Veronesi che a breve distanza dalla struttura di Villa Vezza non aveva mancato di allestire un presidio di protesta.

Due uomini, in seguito identificati come fratelli, nella prima serata di ieri si sarebbero introdotti illecitamente all'interno del centro d'accoglienza, mentendo sulle proprie generalità e spacciandosi uno come un poliziotto e l'altro quale il proprietario della casa. La prima denuncia dell'accaduto la si deve al deputato di Possibile Giuseppe Civati:

«Possibile denuncia la grave irruzione di due personaggi finora ignoti, uno dei quali si sarebbe presentato come poliziotto, nel Cas di Pescantina, avvenuta oggi (venerdì 8 dicembre ndr) intorno alle 18.

Effrazione, aggressione, violazione degli spazi degli ospiti del centro. Chiediamo il massimo impegno alle forze dell’ordine perché siano presto individuati i colpevoli e consegnati alla giustizia»

La vicenda è stata poi ripresa anche dal quotidiano Il Post che ha raccolto alcune testimonianze dirette circa quanto avvenuto ieri. I due soggetti entrati abusivamente a Villa Vezza avrebbero iniziato a scattare foto e video degli interni, rivolgendosi poi ai richiedenti asilo con toni minacciosi. Secondo i racconti forniti dai richiedenti asilo, la tensione all'interno del Cas era massima con i bambini presenti che piangevano:

«Sono venuti da noi e ci hanno chiesto dove era il nostro cibo. - ha raccontato Mohammed, uno dei richiedenti asilo che si trovava al piano terra - Sono entrati in cucina, poi uno è salito, l’altro è rimasto al piano terra e ci chiedeva i documenti. Io non ho creduto che fosse un poliziotto, perché in Africa un poliziotto ha la divisa e ha il distintivo, loro non ce l’avevano»

Dopo le prime concitate fasi, due donne sarebbero quindi uscite in giardino e avrebbero chiamato i carabinieri. A quel punto i due uomini entrati abusivamente avrebbero cercato di andarsene, ma sarebbero stati bloccati dai richiedenti asilo fino all'arrivo delle forze dell'ordine nei pressi del giardino di Villa Vezza affinché venissero identificati. Di questi frangenti esiste un video pubblicato su Youtube e girato da uno dei migranti ospiti nel Cas di Pescantina, nel quale si sente uno dei soggetti entrati a Villa Vezza affermare incongruamente di essere vittima di «sequestro di persona».

Un altro richiedente asilo presente nel giardino stava anch'egli filmando col proprio cellulare, ma secondo il suo racconto lo smartphone gli sarebbe stato strappato dalle mani dai due intrusi che glielo avrebbero poi gettato contro un muro. Sempre in base alle testimonianze dei presenti raccolte da Il Post, le due persone che hanno fatto irruzione a Villa Vezza avrebbero anche aggredito fisicamente un paio di richiedenti asilo. Circostanze che sono state in seguito confermate da parte dei carabinieri di Peschiera del Garda che hanno provveduto a denunciare i due aggressori per  "violazione di domicilio", "sostituzione di persona" e "interferenza nella vita privata".

Come già accaduto in altre circostanze simili, è stata tutt'altra la versione fornita alle forze dell'ordine dai due soggetti introdottisi a Villa Vezza. A loro avviso sarebbero stati i richiedenti asilo a prelevarli con la forza dalla strada per portarli dentro il giardino di Villa Vezza e tenerveli imprigionati. Una circostanza smentita però da un operatore della Cooperativa Olinda, il quale ha parlato di immagini che ritraggono i due uomini dentro l'abitazione stessa.

Altra versione dei fatti, ancora più singolare, è quella che viene riportata da una pagina Facebook dai toni all'apparenza "oggettivi e pacati", ma che è sufficiente un briciolo di sano intuito per supporre essere in realtà riconducibile ad ambienti non troppo distanti da quelli di Verona ai Veronesi e potenzialmente anche ai due stessi soggetti introdottisi a Villa Vezza. Si tratta della pagina "Profughi a Pescantina: Cosa ne pensate?", nata per l'appunto in prossimità dell'arrivo dei richiedenti asilo lo scorso agosto. Qui si legge in un post pubblicato questa mattina un resoconto della vicenda ancora diverso, in base al quale i due soggetti introdottisi a  Villa Vezza lo avrebbero fatto con la volontà di «festeggiare l'Immacolata bevendo assieme» e finendo vittime della «non voglia di socializzare» dei richiedenti asilo.

«Buon giorno a tutti, questa mattina ci hanno segnalato che ieri sera, due persone sono entrate in Villa Vezza dove sono ospitati i profughi nel Comune di Pescantina per invitare i profughi a festeggiare l'Immacolata bevendo qualcosa assieme. Avevano trovato il cancello aperto ed allora sono andati fino alla porta, hanno bussato e sono usciti i profughi in quanto nessuno della coopertativa era presente.

Una volta invitati a festeggiare di tutta risposta i profughi li hanno rinchiusi all'interno di Villa Vezza. Con il cellulare i due rinchiusi sono riusciti a fare una telefonata ai carabinieri che sono prontamente intervenuti per liberarli. All'arrivo dei carabinieri sono arrivati poi anche gli addetti della cooperativa che a quanto sembra avevano lasciato la casa incostudita. Purtroppo se vero quello raccontato, non sembra che abbiano tanto voglia di socializzare visto come hanno reagito all'invito sequestrando i due entrati... Qualcuno ha notizie?»

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Già in passato vi erano stati episodi di tensione e alcuni atti intimidatori erano stati denunciati da associazioni locali, oltre che dagli stessi operatori della cooperativa che ha in gestione Villa Vezza. Anche in quel caso le versioni fornite furono sempre molto contrastanti, ma è evidente che per saper discernere circa l'attendibilità tra i vari racconti, oltre alla necessaria verifica fattuale che gli inquirenti dovranno svolgere, è pur sempre di grande aiuto l'intelligenza di ciascuno. 

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