Emergenza coronavirus e mobilità ridotta: 160.772 persone controllate e 6.977 denunce

Sono poi 278​ i soggetti sono denunciati per "falsa dichiarazione a pubblico ufficiale"

Controlli spostamenti - fonte foto Facebook Polizia di Stato

Proseguono in tutta Italia i controlli da parte delle forze dell'ordine nei confronti dei cittadini che, in questa fase di "emergenza sanitaria" e conseguente "mobilità ridotta", decidono comunque di uscire di casa. Il ministero dell'Interno ha divulgato i nuovi dati sui servizi di controllo, effettuati sull'intero territorio nazionale, per la verifica del rispetto delle misure adottate ai fini del contenimento della diffusione del coronavirus "Sars-CoV-2".

Secondo tali dati, riferiti alla giornata del 13 marzo, le persone controllate sono state 160.772, mentre 84.066 sono stati gli esercizi commerciali sottoposti a verifiche e controlli. Sono poi proseguite anche le denunce per l'inosservanze delle nuove disposizioni in materia di mobilità, o per l'inadeguatezza delle giustificazioni portate tramite autocertificazione, o ancora nei confronti dei titolari di esercizi commerciali. In particolare, sono state 6.977 le persone denunciate, mentre 242​ sono stati i titolari di esercizi commerciali denunciati.

In particolare, sempre secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno, 6.977 persone sono state denunciate in ottemperanza ai Dpcm dell'8 e 9 marzo (Ex Art. 650 codice penale), mentre 278​ soggetti sono stati denunciati anche per "falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri" (Art. 495 e Art.496 del codice penale).

Ancora una volta va quindi ribadito che per fare qualsiasi spostamento devono sussistere "comprovate esigenze lavorative", "motivi di salute", o altri "stati di necessità". Tutte condizioni quest'ultime che devono altresì essere autocertificate tramite un apposito modulo (qui scaricabile). In caso le motivazioni addotte non risultino sufficientemente valide, proprio come appena visto, si rischia di incappare almeno anche in un ulteriore reato, vale a dire la "falsa attestazione a pubblico ufficiale". Da sottolineare, infine, che per i soggetti sottoposti a quarantena perché positivi al coronavirus, sussiste il "divieto assoluto" di uscire di casa.

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