Il governo chiude tutto tranne i servizi essenziali, Conte: «Ringrazio gli italiani»

Chiusi bar, ristoranti e negozi. Aperti solo gli alimentari e garantiti i servizi essenziali: farmacie, banche, assicurazioni, così come i trasporti

 

Il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha annunciato questa sera, mercoledì 11 marzo, nuove drastiche misure nella battaglia contro la "pandemia" da coronavirus. Il premier ha voluto sin da subito ringraziare tutti gli italiani, spiegando: «So che state cambiando le vostre abitudini di vita, e non è facile, state compiendo dei sacrifici e vi ringrazio per questo. Ma sappiate che queste vostre rinunce, piccole o grandi, stanno offrendo un prezioso contributo al Paese».

«L'Italia sta dando prova di essere una grande nazione, una grande comunità unità e responsabile. - ha quindi aggiunto il premier Giuseppe Conte - In questo momento il mondo intero ci guarda, lo fa per i numeri del contagio certamente e vede un Paese in difficoltà, ma ci apprezzano anche perché stiamo dando prova di grande rigore, di grande resistenza. E io ho una profonda convinzione, domani non solo ci guarderanno e ci ammireranno come esempio positivo di grande Paese che grazie al proprio senso di comunità è riuscito a vincere la sua battaglia contro questa pandemia».

«Questa sfida è una sfida che mette a dura prova il nostro Sistema sanitario nazionale, - ha ribadito il premier Conte - ma mette a dura prova anche la nostra economia e il nostro tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese. Nelle scelte fin qui prese, abbiamo tenuto presente, con tutti i ministri, tutti gli interessi e i valori in gioco. Ho fatto un patto con la mia coscienza, - ha poi spiegato Conte - al primo posto c'è e ci sarà sempre la salute degli italiani».

Il premier ha quindi ricordato che «solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre abitudini di vita restando quanto più possibile a casa, e la stragrande maggioranza degli italiani ha risposto in modo straordinario». Conte ha quindi spiegato: «Quando ho adottato queste misure che limitano anche alcune delle nostre amate libertà ero consapevole che si trattava di un primo passo e che, ragionevolmente, non sarebbe stato l'ultimo. Oggi siamo consapevoli che in un Paese grande e moderno come il nostro bisogna procedere gradualmente affinché tutti possano comprendere il difficile momento che stiamo vivendo e anche predisporsi per accettare i necessari cambiamenti richiesti».

«Ora - ha quindi aggiunto il premier Conte - è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. L'Italia resterà sempre una zona unica, l'Italia protetta, ma ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali e di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie. Non è necessario - ha rassicurato il premier Conte - fare alcuna corsa per acquistare cibo nei supermercati. Chiudiamo però negozi, bar, pub, ristoranti, lasciando la possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudono anche i parrucchieri, i centri estetici, chiudono i servizi di mensa che non garantiscano la distanza di un metro di sicurezza».

«Per quanto riguarda le attività produttive, - ha poi spiegato il premier Giuseppe Conte - le attività professionali, va attuata il più possibile la modalità del "lavoro agile", vanno incentivate le ferie, i congedi retribuiti per i dipendenti, restano chiusi i reparti aziendali che non sono indispensabili per la produzione. Industrie e fabbriche - ha quindi sottolineato il premier - potranno ovviamente continuare a svolgere le proprie attività produttive, a condizione che assumano protocolli di sicurezza adeguati a proteggere i propri lavoratori al fine di evitare il contagio. Sono incentivate le fabbriche e le industrie a predisporre misure che siano adeguate per reggere questo momento. Quindi regolazione dei turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili».

Il premier ha quindi fornito importanti rassicurazioni circa il fatto che «resta garantito lo svolgimento dei servizi essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità, i servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi, nonché di tutte quelle attività necessarie o comunque accessorie rispetto al corretto funzionamento dei settori rimasti in attività». Conte ha quindi aggiunto che «saranno garantite le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività, ovviamente nel rispetto della normativa igienico-sanitaria».

Il premier ha dunque ribadito quella che definisce la «regola madre», vale a dire «dobbiamo limitare gli spostamenti alle attività lavorative, per motivi di salute, o per motivi di necessità, come per il caso di fare la spesa. È importante essere consapevoli che abbiamo iniziato da poco a cambiare le nostre abitudini, e l'effetto di questo nostro grande sforzo potremo vederlo solo tra un paio di settimane». Il premier ha quindi rivelato che a breve nominerà anche un «commissario delegato per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza sanitaria». Sarà un commissario, ha spiegato Conte, che «avrà ampi poteri di deroga e che lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e subintensiva, avrà anche il potere di creare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e per sopperire alle carenze sin qui riscontrate». Il nuovo commissario sarà il Dott. Domenico Arcuri, amministratore delegato di "Invitalia" e si coordinerà con la Protezione civile e il Dott. Borrelli. 

Il premier, in conclusione, ha quindi rivolto un accorato appello a tutti gli italiani: «Se saremo tutti a rispettare queste regole, usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi, della responsabilità di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli, grandi sacrifici per tutta la durata di questa emergenza. Siamo parte di una medesima comunità, - ha concluso il premier Conte - ogni individuo si sta giovando dei propri ma anche degli altrui sacrifici, questa è la forza del nostro Paese, una "comunità di individui" come direbbe Norbert Elias. Rimaniamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore, per correre più veloci domani. Tutti insieme ce la faremo».

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