Coronavirus e regole per gli spostamenti: tutti i chiarimenti del ministero dell'Interno

Le regole per gli spostamenti: il documento del ministero dell'Interno con tutti i chiarimenti

Controlli dei carabinieri - immagine d'archivio

L'Italia intera è "zona protetta" per fronteggiare quella che ormai l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito la «pandemia» da coronavirus. Questo comporta fondamentali restrizioni alle libertà di ciascuno, anzitutto quella di movimento. Viviamo quella che per molti è una fase inedita, eccezionale, nella quale alcune libertà essenziali per ciascun individuo vengono ridotte. Quello della «mobilità ridotta», come lo ha definito il premier Conte, è senz'altro un aspetto di questa vicenda che continua a sollecitare domande tra i tanti cittadini che, magari per superficialità o inconsapevolezza, rischiano di incappare in guai seri se non fanno attenzione. 

Il ministero dell'Interno ha pubblicato una sorta di "vademecum" (mai questa espressione è stata forse usata in modo più cogente) che prova a riepilogare tutti gli interrogativi principali, fornendo adeguate risposte. Va detto anzitutto che il criterio generale di ogni spostamento deve essere quello della "necessità", vale a dire ci si sposta se non se ne può fare a meno, perché a tale esigenza corrisponde appunto uno stato di necessità.

Scarica qui l'autodichiarazione necessaria per gli spostamenti

I tre criteri fondamentali sono noti: "comprovate esigenze lavorative", "motivi di salute" e appunto "stati di necessità". In quest'ultima casistica rientrano ad esempio gli spostamenti per andare a fare la spesa di generi alimentari nei supermercati, così come di medicinali nelle farmacie. Rispettando il criterio generale della "necessità", la scelta circa il dove recarsi a fare questo tipo di acquisti dovrebbe alltrettanto corrispondere al criterio della "vicinanza", vale a dire mi reco nel negozio, supermercato più vicino a casa e non in quello più distante perché ha dei prodotti che mi piacciono (il gusto soggettivo, evidentemente, non rispetta in pieno il criterio della "necessità" in una situazione eccezionale di "emergenza sanitaria" quale quella attuale).

Detto ciò, ciascun spostamento, anche a piedi, dovrà essere giustificato mediante apposita "autodichiarazione", il cui modello da compilare è possibile scaricarlo online, ma verrà debitamente fornito anche dalle forze dell'ordine in caso di controllo. Vediamo ora nel dettaglio, punto per punto, tutti i chiarimenti forniti dal ministero dell'Interno circa gli spostamenti.

  1. Posso muovermi in Italia? Non si può uscire di casa se non per validi motivi. Le limitazioni agli spostamenti sono le stesse in tutte le Regioni italiane e sono in vigore dal 10 marzo e fino al 3 aprile 2020. Ci saranno controlli da parte delle forze di polizia. È previsto il divieto assoluto di uscire di casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus. In caso di sintomi da infezione respiratoria o febbre superiore a 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere a casa, di rivolgersi al proprio medico e di limitare al massimo il contatto con altre persone.
  2. Quali sono i validi motivi per uscire di casa? Si può uscire di casa per andare a lavoro, per ragione di salute o situazioni di necessità. Per provare queste esigenze dovrà essere compilata un'autodichiarazione che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di polizia. La veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi.
  3. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza può rientrarvi? Sì, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute.
  4. Abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare "avanti e indietro"? Sì, se è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.
  5. Posso utilizzare i mezzi di trasporto pubblico? Nessun blocco dei trasporti. Tutti i mezzi di trasporto pubblico, e anche privato, funzionano regolarmente.
  6. È possibile uscire per acquistare generi alimentari? Sì, e non c'è alcuna necessità di accaparrarseli perché i negozi saranno sempre riforniti. Non c'è nessuna limitazione al transito delle merci: tutte le merci, quindi non solo quelle di prima necessità, possono circolare sul territorio nazionale.
  7. Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Sì, ma solo in caso di stretta necessità, quindi unicamente per l'acquisto di beni legati ad esigenze primarie non rimandabili (il nuovo Dpcm firmato l'11 marzo 2020 dal premier Giuseppe Conte prevede una serie di ulteriori restrizioni e chiusure per quel che riguarda negozi ed esercizi commerciali come bar, pub, ristoranti, centri estetici e parrucchieri).
  8. Posso andare a mangiare dai parenti? No, perché non è uno spostamento necessario e quindi non rientra tra quelli ammessi.
  9. Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti? Sì. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerli il più possibile dai contatti.
  10. È consentito fare attività motoria all'aperto? Lo sport e le attività motorie svolte negli spazi aperti sono ammessi nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. In ogni caso bisogna evitare assembramenti.
  11. Posso uscire con il mio cane? Sì, per la gestione quotidiana delle sue esigenze fisiologiche e per i controlli veterinari.
  12. Che succede a chi non rispetta le limitazioni? La violazione delle prescrizioni è punita con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall'articolo 650 del codice penale sull'inosservanza di un provvedimento di un'autorità. Ma pene più severe possono essere comminate a chi adotterà comportamenti che configurino più gravi ipotesi di reato.

Fonte: ministero dell'Interno - Clicca qui per scaricare il vademecum "Coronavirus - Le regole per gli spostamenti".

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