Unicredit e scalata libica, Tosi aveva visto giusto

Il sindaco era stato il primo a volere l'italianit del Gruppo: "Ho solo difeso il mio territorio"

Unicredit e scalata libica, Tosi aveva visto giusto

Col senno di poi si può tranquillamente dire che il sindaco di Verona Flavio Tosi c’aveva visto giusto. Il riferimento è alla vera e propria battaglia che il primo cittadino veronese fece quest’estate contro la possibile scalata libica all’interno di Unicredit. Tosi attirò sulla sua persona non poche critiche da coloro che non condividevano la sua volontà di difendere l’italianità della banca di cui CariVerona è uno dei maggiori azionisti.

Pensare che se non li avessimo fermati, i libici avrebbero fatto la scalata di Unicredit”, ha detto Tosi in un’intervista rilasciata al giornale “il Riformista”. Certo, perché la Libia è sull’orlo della guerra civile e questa situazione porta inevitabili ripercussioni negative sul’economia del Paese nordafricano, conseguenze che, in caso di una presenza predominante di fondi libici all’interno del gruppo di piazza Cordusio, sarebbero state finanziariamente disastrose.


Flavio Tosi fu il capofila dell’opposizione quando le banche Lybian Investment Authority e Central Bank of Lybia aumentarono le loro quote nell’azionariato di Unicredit. “Ho semplicemente difeso il mio territorio”, ha spiegato il primo cittadino veronese, che ha anche contestualizzato dicendo che “se nessuno avesse sollevato il problema i libici sarebbero saliti tranquillamente al 10 per cento. Poi qualcuno avrebbe potuto comprare un altro 5%, raggiungendo il 15 %: mi pare si trattasse di una scalata bella e buona”.

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