Tosi e Zaia, rivali e alleati nella sfida padana

Che interesse avrebbe la Lega a mollare il sindaco? E il sindaco a mollare la Lega?

Tosi e Zaia, rivali e alleati nella sfida padana
Ok, proviamo a ragionare per assurdo. E cominciamo a farlo dai “numeri” che ha dato il sindaco Tosi: la Lega nel 2002 a Verona ha raccolto il 6 per cento, nel 2007 il 12 per cento. Grazie a chi? Allo stesso Tosi, of course. Il quale all’epoca aveva anche una civica personalizzata che raggranellava preferenze.

Insomma, numeri alla mano, la Lega non avrebbe il benché minimo interesse a sbarazzarsi di una macchina da voti come Flavio Tosi. Non lo avrebbe da un punto di vista numerico, appunto, ma nemmeno da un punto di vista politico, essendo il sindaco di Verona l’unico, con il governatore Zaia, a poter ricoprire senza problemi sia il ruolo istituzionale che quello di gradito ospite dei salotti televisivi.

E allora proviamo a ribaltare la questione: che interesse potrebbe avere, al contrario, Tosi ad abbandonare la Lega? L’identificazione dei suoi elettori, a Verona, è pressoché totale. L’ambizione di  fare il grande salto verso Roma, passando al Pdl, non avrebbe alcun senso, visto il Pdl di questi tempi. E allora, a questo punto, è una sfida. Ma una sfida tutta interna alla Lega, tra chi spinge per l’estremismo delle origini, e chi invece punta dritto al nuovo corso targato Tosi-Zaia. Rivali sì, ma anche alleati per forza. 

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