«Mancano garanzie sul nuovo stadio. E l'impianto provvisorio non ci sarà»

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco attacca l'amministrazione comunale sul Nuovo Arena Stadium

Il rendering del nuovo stadio di Verona

Nuovo faccia a faccia oggi, 19 settembre, tra l'amministrazione comunale di Verona e la società Nuova Arena di Verona, la quale ha sottoscritto un accordo con l'Hellas Verona per la realizzazione del Nuovo Arena Stadium, l'impianto sportivo che andrà a sostituire il Bentegodi.
La realizzazione dell'opera dovrebbe avvenire attraverso un project financing, che necessità di una dichiarazione di pubblico interesse approvata dal consiglio comunale. Dopo la dichiarazione di pubblico interesse, il nuovo stadio sarà progettato definitivamente e sostenuto da un solido piano economico-finanziario. Questa, almeno, è la previsione dell'amministrazione comunale. Una previsione troppo ottimistica per il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale teme che non ci siano le garanzie necessarie alla base dell'opera. «Innanzitutto sembra già tramontata l'idea dello stadio provvisorio - scrive Bertucco, commentando quanto deciso dalla giunta comunale di Verona nel luglio scorso - Il Bentegodi verrà demolito gradualmente e nel frattempo si continuerà a giocare, il che sembra più facile a dirsi che a farsi».

Ma il problema principale, secondo Bertucco, è la mancanza di garanzie. La società Nuova Arena di Verona ha un capitale sociale di circa 10mila euro e non sembra avere capacità tecniche tali per potersi sobbarcare l'onerosa costruzione di uno stadio. Il dubbio, ovviamente, se lo sono posto anche i tecnici del Comune di Verona, a cui la società ha risposto con una lista di possibili finanziatori e partner, i quali però non avrebbero preso nessun impegno concreto. «I soldi di fatto non ci sono ancora - commenta Bertucco - C'è soltanto un impegno a trovarli dopo che il Comune avrà dichiarato di pubblico interesse una proposta che al momento non è finanziata. Il rischio dunque passa dall'impresa privata all'ente pubblico. Inoltre, il progetto è così sicuro, credibile, affidabile e solido, che i proponenti non sono riusciti a trovare in tutta Italia o in Europa una società disposta a prestare le garanzie tecniche e finanziarie necessarie. Ci si è dovuto rivolgere ancora una volta al Messico. La "testa" del progetto dello stadio nuovo sarebbe là. In Messico verranno prese le decisioni importanti e affrontati i problemi progettuali. Alle società italiane e veronesi resterà un ruolo di facciata oppure un ruolo meramente esecutivo».

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