Central Park a Verona, PD: «La parte ovest della città è stata dimenticata»

E sul progetto portato avanti dall'amministrazione è intervenuto anche Bertucco: «Parliamo di un'opera attesa per il 2026. Tempi biblici per la politica d'oggi, sui quali non si può fare alcun affidamento»

Un rendering di come potrebbe essere il Parco dello Scalo

Sentivamo proprio la mancanza del consueto annuncio sul Central Park il cui orizzonte, però, non risulta essere cambiato: parliamo sempre di un'opera attesa per il 2026. Tempi biblici per la politica d'oggi, sui quali non si può fare alcun affidamento.

In questo modo, il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco commenta sarcasticamente l'annuncio fatto dal sindaco di Verona Federico Sboarina e dal nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti. A breve, Comune di Verona e Ferrovie dello Stato firmeranno un accordo per riqualificare l'ex scalo merci ferroviario di Santa Lucia per realizzare un grande parco pubblico cittadino.
Un annuncio che per Bertucco fa il paio con quello dell'assessore regionale Elisa De Berti di realizzare una metropolitana di superficie, riconvertendo quelle linee ferroviarie veronesi che saranno sottoutilizzate una volta realizzati i nuovi binari dell'Alta Velocità. Quella della De Berti è per Bertucco una «insopportabile ipocrisia», perché l'assessore regionale «blatera di impegni per lo sviluppo del sistema metropolitano ferroviario che la stessa Regione Veneto ha sempre negato alle città del veneto occidentale come Verona e Vicenza. L'abbiamo sempre sentita promuovere opere stradali e mai una parola sull'ingiustizia perpetrata dalle giunte regionali leghiste e forzitaliote che hanno riservato al triangolo tra Padova, Venezia e Treviso tutte le risorse del sistema ferroviario metropolitano regionale. Ad ogni buon conto i giornali degli ultimi dieci anni sono pieni di proposte, da parte di associazioni e partiti, per il recupero delle linee ferroviarie secondarie a sostegno del trasporto pubblico locale, non occorre certo aspettare la Tav».

«Contenti di sentire che è stato fatto un passo in avanti nella definizione del cosiddetto Cenetral Park», sono invece i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini, Sergio Carollo, Riccardo Olivieri, Anna Maria Lugoboni, Cristina Agnoli e Matteo Dalai, i quali però sottolineano che «purtroppo, il Comune si sta completamente dimenticando della parte ovest della città, che pure confina con l'altro grande corridoio europeo rappresentato dalla linea del Brennero».

Più volte nei mesi e negli anni scorsi, a partire dalla discussione delle linee programmatiche dell'amministrazione comunale, abbiamo cercato in consiglio comunale e in terza circoscrizione di introdurre il tema del parco della Spianà come compensazione del secondo grande corridoio europeo, ma l'amministrazione ha sempre scansato la questione bocciando tutte le nostre proposte e i nostri emendamenti - scrivono i consiglieri PD - Torniamo pertanto a ribadire che, con poca spesa, nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro, alla Spianà è possibile mettere a sistema, attorno ai 18mila metri quadri già di proprietà comunale, ben 118 mila metri quadri di terreni attualmente polverizzati tra molteplici proprietari, celebrando con ciò anche la memoria del grande architetto Rudi che del parco fu iniziatore. L’area è di pertinenza del progetto Alta Velocità, quindi passibile di compensazioni, ma al di là di tutto, quella del parco è una promessa che i quartieri ovest si sentono in diritto di incassare indipendentemente dal colore politico o dai programmi dell'amministrazione.

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