Alta Velocità, De Berti vede una metropolitana di superficie per Verona

La nuova linea per la Tav libererebbe i binari utilizzati, i quali potrebbero essere riutilizzati per un «notevole potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale», per l'assessore regionale

Elisa De Berti (Foto Facebook)

Un'opportunità irripetibile, da non lasciarsi sfuggire, per dotare l'area veronese di un servizio di metropolitana di superficie che assicurerebbe un notevole potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale.

L'assessore regionale a infrastrutture e trasporti Elisa De Berti valuta positivamente le prospettive per il nodo ferroviario scaligero conseguenti alla realizzazione della Tav. La nuova linea per i treni dell'Alta Velocità libererebbe i binari utilizzati oggi, i quali potrebbero essere riutilizzati per un servizio di trasporto diverso.

Il nodo ferroviario di Verona, posto all'intersezione degli assi nord-sud ed est-ovest, è tra quelli strategici sia a livello nazionale che internazionale - ha spiegato l'assessore De Berti - e la realizzazione delle linee per i treni veloci dell'asse orizzontale padano determinano nuovi scenari per il trasporto regionale e soprattutto per il trasporto suburbano di Verona, che interessa la mobilità di un'area nella quale risiede il 62 per cento della popolazione provinciale.
La centralità del nodo ferroviario veronese è data dal fatto che i tre capoluoghi di Brescia, Vicenza e Mantova si trovano a una distanza di circa 50 chilometri e che tra i 14 e i 24 chilometri da Verona ci sono i centri di Villafranca, Peschiera, Domegliara, S. Bonifacio e Isola della Scala. Oggi le distanze tra le stazioni superano i sette chilometri e non permettono un'adeguata accessibilità del territorio al servizio ferroviario, ma con la realizzazione di alcune nuove stazioni dotate di strutture minimali, collegate anche al servizio bus, dotate di parcheggi, raggiungibili attraverso percorsi ciclabili e pedonali protetti, sarà possibile creare un sistema di trasporto locale basato sull'intermodalità tale da rivoluzionare positivamente la mobilità in quest’area.
Questa è più di un'ipotesi, ma è evidente che necessita di ulteriori e accurati approfondimenti, anche al fine di fornire indicazioni chiare per la progettazione delle linee ad Alta Velocità. Per questo chiederò la costituzione di un tavolo di confronto e di lavoro con i soggetti a cui, oltre alla Regione del Veneto, sono in capo i contratti di servizio delle varie linee.

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