Arsenale, il bando è partito. Le opposizioni affilano le armi per fermarlo

Il sindaco Tosi sogna di aggiudicare i lavori con l'inizio dell'estate. Il candidato sindaco Bertucco pensa ad un ricorso al Tar, mentre il 5 Stelle Gennari propone un referendum cittadino

Dopo un lungo, tortuoso e polemico passaggio attraverso le approvazioni di giunta e consiglio comunale, è partito il conto alla rovescia del bando di gara per il project financing dell'Arsenale. 35 giorni per presentare proposte alternative e migliori rispetto a quella di Italiana Costruzioni. Scaduto il termine ci sarà la valutazione dei progetti pervenuti e con l'inizio dell'estate, secondo le previsioni del sindaco Tosi, arriverà l'aggiudicazione.

"Una macroscopica mancanza di responsabilità", la definisce il candidato sindaco Michele Bertucco, perché la decisione è stata presa dalla giunta senza aspettare i pareri della soprintendenza e dell'autorità anticorruzione. E c'è un altro dettaglio che a Bertucco non è sfuggito: "Il termine perentorio del 15 aprile - scrive Bertucco - entro il quale i materiali del deposito del museo di storia naturale dovevano essere sgomberati, è stato fatto slittare al 15 settembre su esplicita richiesta degli uffici che non sarebbero mai riusciti a rispettare la scadenza. E, a guardar bene, ancora oggi non si sa con quali fondi si potrà avviare il trasferimento delle collezioni del museo. Inoltre, per quanto riguarda la tempistica delle operazioni, gli uffici la valutavano in anni, non in mesi".

Per Bertucco, l'unica via d'uscita da questo progetto dell'Arsenale sarà un ricorso al Tar. Mentre un altro candidato sindaco, Alessandro Gennari del M5S, propone una via diversa. "Il sindaco deve smettere di prendere decisioni, peraltro a ridosso delle elezioni, che graveranno sulla futura amministrazione - scrive Gennari - Se ci troveremo con questo bando da gestire, un project financing che di fatto viene pagato dai veronesi, indiremo un referendum comunale per chiedere ai cittadini se pagare la penale ed uscirne o donare ad un privato l'intero compendio per 50 anni, pagando, oltre ai 15 milioni subito, un affitto salatissimo di 430mila euro l'anno".

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