Autonomia del Veneto, l'ultimatum della Stefani: «Risposte nel prossimo Consiglio»

«Il prossimo Consiglio dei Ministri sarà la sede opportuna per dare una risposta alle Regioni, - ha dichiarato la ministra della Lega - e chi è contrario se ne assumerà la responsabilità»

Erika Stefani (Lega), ministro per le Autonomie - foto profilo Facebook Erika Stefani

«Io sono pronta. Ho già illustrato a Conte le intese come mi era stato chiesto. L’autonomia è nel contratto di governo per questo il prossimo Consiglio dei Ministri sarà la sede opportuna per dare una risposta alle Regioni e chi è contrario se ne assumerà la responsabilità». Suonano quasi come un ultimatum queste parole affidate ad una nota da parte della ministra degli Affari regionali e delle Autonomie del governo Lega-M5S Erika Stefani.

«Il lavoro serio e costruttivo fatto in tutti questi mesi, - ha quindi aggiunto la ministra in quota Lega - non può essere ridotto a sterile polemica. L’autonomia non è una deriva, ma un’ottima soluzione per avvicinare le scelte ai cittadini garantendo servizi a tutti tagliando finalmente gli sprechi». Se in casa Lega nessuno pare avere dubbi al riguardo, è tra le fila dei pentasatellati, tuttavia, che emergono posizioni differenti. Giusto la scorsa settimana l'esponente M5S Luigi Gallo aveva auspicato una «sospensione dell'autonomia», e a lui aveva replicato non solo il Pd tramite la deputata Alessia Rotta, ma anche il sottosegretario veronese e compagno di partito Mattia Fantinati

Dal canto suo, la ministra per le Autonomie Erika Stefani ha ribadito la "costituzionalità" delle spinte autonomiste da parte di alcune regioni italiane, tra le quali ovviamente il Veneto di Luca Zaia: «La richiesta di autonomia, - ha specificato la ministra - è un diritto delle regioni previsto dalla Costituzione. Si deve smettere di creare allarmismi e di formulare accuse su fatti che non esistono. La coesione nazionale, la struttura finanziaria economica dello Stato, la salvaguardia e il rispetto di tutte le regioni, da Nord a Sud, sono i saldi e inviolabili principi che hanno ispirato il mio lavoro. È assurdo, - ha poi concluso Erika Stefani - ricordare che tutti questi principi sono in Costituzione e né noi della Lega, né i Cinque Stelle possono cambiarli».

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