Zaia contrario alle linee guida Inail: «Imbarazzanti per alcune attività»

Il presidente del Veneto chiede che siano applicate solo in mancanza di linee guida predisposte dalla Regione

 

Lavoro e lavoratori sono stati al centro oggi, 13 maggio, dell'aggiornamento sull'emergenza coronavirus tenuto dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Zaia non si è limitato a leggere i dati sulla gestione dei malati Covid in Regione, ma li ha anche messi in relazione con la riapertura delle attività economiche. «È più di un mese che i nostri dati epidemiologici sono positivi - ha detto il presidente - Quindi noi, il 18 maggio, intendiamo aprire bar, ristoranti, spiagge, negozi, attività di servizio alla persona, centri sportivi, palestre e piscine, se il Governo ci darà la delega per farlo. È un atto di responsabilità, con la consapevolezza che i veneti sono responsabili».
Il coronavirus, però, ha cambiato tutto e non si potrà riaprire con le stesse condizioni di prima. Servono delle linee guida e l'Inail, insieme all'Istituto superiore della sanità, ha diffuso delle indicazioni che in alcuni sono così restrittive da non rendere economicamente sostenibile la riapertura delle attività. Per questo Zaia le ha criticate: «Sto facendo una battaglia civile e serena affinché le linee guida dell'Inail siano applicate solo in quelle regioni che non si sono dotate di linee guida proprie. La Regione Veneto, come altre Regioni, ha le sue linee guida, emesse dal dipartimento di prevenzione. Quindi penso sia più corretto applicare le linee guida Inail solo in mancanza di alternative, perché le regole dell'Inail sono imbarazzanti per alcune attività. Noi dobbiamo fare in modo che ci siano delle regole semplici, chiare e che permettano a tutti di lavorare in sicurezza». Per Zaia si è detto contrario anche all'applicazione delle linee guida Inail per tutti fino a giugno e poi di passare alle linee guida regionali. «Significherebbe non aprire nulla fino a giugno», ha commentato. 

Ma insieme ai lavoratori che vorrebbero riaprire le proprie attività, ci sono anche quelli che hanno diritto alla cassa integrazione e non l'hanno ancora percepita. Di questo argomento ha parlato l'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, la quale ha individuato nella procedura scelta per gli ammortizzatori sociali il motivo dei ritardi nell'erogazione. «Secondo i dati dell'Inps, il Veneto è la prima regione per la gestione degli ammortizzatori sociali, ma solo il 30% dei beneficiari ha avuto quanto dovuto, quindi per essendo i primi in Italia la percentuale è comunque bassa - ha spiegato Donazzan - Purtroppo è stato scelto uno strumento sbagliato per gestire questa crisi. Le Regioni hanno proposto uno strumento alternativo, con procedure semplificate, in modo tale che aziende e lavoratori abbiano un unico interlocutore: l'Inps. E pare che il Governo voglia prendere questa direzione con i provvedimenti ora in discussione». 

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