Verona, Tosi e Giorlo indagati? "No, per nulla". Il tira-e-molla dopo Report continua: "Nessun'inchiesta"

Dopo due giorni di dibattito sui giornali locali, il sindaco Flavio Tosi in persona ha deciso di "salire" dal procuratore capo di Verona, Mario Giulio Schinaia, per verificare di persona cosa stesse avvenendo

Indagini o no? Fascicoli aperti? Interrogatori con persone “informate dei fatti”? Il mistero, come si suol dire, si infittisce. Per questo, dopo due giorni di dibattito sui giornali locali, il sindaco Flavio Tosi in persona ha deciso di “salire” dal procuratore capo di Verona, Mario Giulio Schinaia, per verificare di persona cosa stesse avvenendo. L’antefatto parte all’indomani della puntata televisiva di “Report”, trasmissione d’inchiesta giornalistica su Rai3, che lunedì scorso ha mandato in onda un servizio di poco meno di 35 minuti su Verona. Si è parlato di infiltrazioni mafiose dovute a presunti legami tra personalità politiche, tra cui Tosi, e alcune cosche della ’ndrangheta calabrese, tra gli altri.

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Dopo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa, Schinaia aveva tranquillizzato sull’ipotesi di indagini. I fatti riportati nella trasmissione erano “già noti” e tutte le persone comparse erano “già state sentite”. “Non apro inchieste su mormorii e indiscrezioni. Dobbiamo attenerci ai fatti” era stata la risposta immediata del capo della Procura scaligera. Parole rimbalzate sul web e rilanciate da altri organi di stampa ma che non devono aver pienamente convinto. E così poche ore dopo era nata la notizia di presunte indagini aperte “su Tosi e Giorlo”, ex assessore allo Sport di Verona dimessosi a seguito dell’intervista rilasciata al giornalista Sigfrido Ranucci, poi querelato per diffamazione. Schinaia ha però smentito qualsiasi indagine su Tosi, come precisa il Corriere Veneto

E' lo stesso Schinaia, subito dopo il tête-à-tête con il primo cittadino, a voler «mettere alcuni paletti sia sulle notizie di queste ultime ore che sull'incontro con il sindaco». Partiamo proprio da qui: quello con il primo cittadino, ammette il procuratore, è stato «un incontro che, sinceramente, abbiamo fissato stamattina (ieri, ndr) dopo che sono filtrate voci di un'ipotetica inchiesta e del sindaco che sarebbe indagato; il nome di Tosi, invece, non risulta iscritto nel registro degli indagati».

Come stanno, allora, esattamente le cose? «La realtà è che questo ufficio non se ne sta con le mani in mano e da parte della procura si lavora su tutto, principalmente sulle questioni importanti. Soltanto quando la nostra attività approda a elementi di prova certi, però, si concretizza in un'inchiesta e, successivamente, in un eventuale processo». Allo stato attuale, «in ogni caso, Tosi non è indagato e neppure Giorlo».

A cosa si riferiva dunque, procuratore, parlando in un'intervista trasmessa mercoledì sera su Rai 3 di «indagini su Tosi e Giorlo»? «Vuol dire che ci sono colleghi-pm che stanno indagando sulle persone e sui fatti citati da Report, significa che noi abbiamo sentito i soggetti intervistati da Report prima che lo facesse la trasmissione stessa. Ciò che è grave, semmai, è che gli stessi soggetti da noi già sentiti nei mesi scorsi, siano stati intervistati anche da Report. Questa è la cosa grave».

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Appare rilassato il sindaco Tosi che dopo l’incontro ha ribadito che il suo nome non compare nel registro degli indagati ed è “anche più che sereno”. Al di là delle notizie e delle indiscrezioni sui giornali il procuratore si è affrettato a spiegare che, come ovvio, la Procura è obbligata ad approfondire qualsiasi “anomalia” in cui si possano ravvisare reati che risulta essere molto diverso dall’annunciare l’apertura di inchieste. Perchè quello è il lavoro dei pm e degli investigatori. E in ogni caso qualsiasi indagine relativa ad infiltrazioni mafiose passerebbe in mano alla Direzione distrettuale antimafia di Venezia. Per ora dal tribunale di Verona nessun procedimento è stato avanzato.

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