Verona, fallisce una delle ditte che realizzano il filobus in città: "Nessun problema, la sostituiremo"

Secondo il Comune, che ha già dato mandato ai propri legali di sistemare la faccenda, la società Apts doveva fornire solo il sistema tecnologico di accostamento alle fermate. "Comunque non ci saranno ulteriori ritardi"

Un rendering digitale del filobus a Verona

"Abbiamo avuto notizia che è stata messa in liquidazione l’Apts, l’azienda che ha partecipato all’Ati, associazione temporanea d’impresa per la realizzazione del filobus a Verona, e che doveva fornire i mezzi bimodali Citea". L'annuncio è stato dato dall'assessore alla Mobilità comunale, Enrico Corsi. "La cosa non ci preoccupa  - ha ribadito Corsi - perché secondo quanto previsto dal Codice appalti se una ditta va in fallimento è possibile sostituirla. Quanto accaduto non dovrebbe creare ulteriori ritardi alla realizzazione del sistema di trasporto di massa, in quanto il filobus proposto nella gara è un mezzo prodotto dalla società Vdl". La società Apts doveva fornire solo il sistema tecnologico di accostamento alle fermate. Ora i legali del Comune si metteranno al lavoro per gestire al meglio la situazione.

DOPO 20 ANNI IL FILOBUS È PRONTO A PARTIRE: CANTIERI IN STAZIONE

I lavori in piazzale XXV Aprile sono già cominciati. A breve si proseguirà con la realizzazione del deposito a Verona Sud e il primo tracciato di collegamento con la stazione di Porta Nuova.

PERCORSI - Il filobus conterà due linee, sul tracciato di circa 24 chilometri: Borgo Roma-Ca’ di Cozzi e San Michele Extra-Stadio. Le modifiche al progetto definitivo avevano fatto aumentare i costi di 11 milioni di euro e serviva un ulteriore nulla osta dato che per il 60% è finanziato dallo Stato, e quindi circa 70 milioni sul totale di 120. Con l’avvio della fase realizzativa dell’opera sarà possibile dare corso anche al terzo obiettivo strategico individuato da Amt, l'azienda dei trasporti del Comune, cioè la riqualificazione urbanistica di tutta l’area di via Torbido oggi occupata da sedi, depositi e officine dei mezzi pubblici, che saranno trasferiti alla Genovesa. Proprio in questa zona, entro fine anno, partiranno i lavori. Si vocifera che la posa simbolica della prima pietra possa avvenire il 18 dicembre.

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