Verona, il Comune fa causa alle maestre d'asilo per il contratto di lavoro: "Costretti dal governo"

Il 19 maggio si terrà l'udienza in cui il giudice dovrà decidere sull'annullamento o meno degli accordi che coinvolgono una cinquantina di insegnanti. In caso di annullamento dovranno restituire parte degli stipendi

il sindaco di Verona, Flavio Tosi (a sinistra) con l'assessore Enrico Toffali

Il Comune di Verona sarebbe “costretto” a far causa alle maestre degli asili cittadini sulla base delle indicazioni fornite dal governo (dipartimento Funzione pubblica). Un processo che si terrà il 19 maggio e in cui il giudice sarà chiamato a decidere sulla legittimità del contratto scuola applicato alle 238 insegnanti, delle quali una cinquantina hanno dato battaglia. In Italia gran parte delle maestre sono sottoposta al contratto dei dipendenti degli enti locali, sul quale sono previste 5 ore di lavoro in più. Le maestre, in caso di annullamento dei contratti, dovranno restituire parte degli stipendi incassati nel corso degli ultimi anni. E’ l’assessore al Personale, Enrico Toffali a confessare che il Comune è tenuto ad andare in tribunale anche in merito all’invito dell’Aran, associazione ri rappresentanza delle amministrazioni pubbliche nelle discussioni contrattuali. Così mentre l’associazione delle maestre “Chiedo Asilo” denunciano “la cocciutaggine dell’amministrazione Tosi in merito alla questione aperta e chiede di non far ricadere sulle tasche dei cittadini le spese processuali per i riscorsi chiesti e persi, che intende ora conteggiare”, il Corriere Veneto riporta le dichiarazioni di Toffali spiegando che

«se non seguissimo l'indicazione arrivataci – spiega Toffali – è chiaro che potremmo esserne chiamati a rispondere. E rispondere pesantemente, se davvero il giudice sancisse che abbiamo applicato un contratto che non dobbiamo applicare»

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LE MAESTRE AL COMUNE: "RISPETTATE LA SENTENZA O SCATTERA' LA DENUNCIA"

CAUSA "DELETERIA" - La maestre di “Chiedo Asilo” confessano la loro preoccupazione attraverso una nota nel quale si accusa il Comune di intentare “un'altra causa per annullare l'accordo decentrato del 10 giugno 1997 nonostante la sentenza definitiva della corte d'appello passata in giudicato a ottobre 2013 abbia stabilito che l'accordo è valevole a tutti gli effetti. Dunque non solo il Comune è pronto a procedere con il ricorso all’ultima sentenza del giudice del lavoro Gesumunno relativa ai ricorsi individuali di 54 maestre assunte dopo il '97 (appena verranno pubblicate le motivazioni: quanto si dovrà ancora attendere? ricordiamo che la sentenza è del 9 gennaio!), ma addirittura vuole mettere in discussione la legittimità del contratto Scuola statale che ha garantito per più di cinquant’anni livelli eccellenti sia per quanto riguarda le modalità di funzionamento del servizio che per la gestione del personale, e che non risulta certo incompatibile con lo status di dipendenti pubblici delle insegnanti”.

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Per questo le insegnanti chiedono al Comune di tornare sui propri passi dato che anche “per i genitori il proseguire di questa giunta sul cammino delle vie legali è assolutamente deleterio. Chiedo Asilo Verona torna a invocare trattative trasparenti e capaci di coinvolgere le parti in causa per evitare ulteriori sconfitte di tutte le parti e per rimettere al centro un'autentica “cultura dell’Infanzia” che sappia far fronte ai problemi del presente senza che un servizio essenziale per le famiglie come questo venga trattato semplicemente come una delle tante voci del bilancio comunale. Che tra l'altro da cause e ricorsi che il Comune prosegue imperterrito a portare avanti è anche aggravato”.

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