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Verona, maestre degli asili contro Tosi. Arriva la diffida: "Rispettate la sentenza o scatterà la denuncia"

Nuovo round per il ripristino del vecchio contratto scuola deciso dal giudice del Lavoro a inizio gennaio. I sindacati delle insegnanti alzano il tiro della protesta: "Il Comune si adegui o ricorerremo al Tar"

Chiedono di vedersi applicata la sentenza. Quella del giudice del Lavoro a favore delle maestre delle scuole dell’infanzia comunali. Il 9 gennaio è stata infatti confermata la decisione sull’illegittimità dei contratti degli enti locali, che prevede, tra le altre cose, 5 ore in più di lavoro. Il Tribunale ha deciso che si deve tornare alle 25 ore settimanali tramite i vecchi contratti della scuola, attivi fino al 2010. Una battaglia ingaggiata contro il Comune, che dovrà anche rimborsare le spese legali sostenute dalle maestre. E loro, le circa 250 insegnanti (di cui 54 sono ricorse al giudice del lavoro), aspettano ma fanno pressione: “rispettate la sentenza o faremo ricorso all’ufficiale giudiziario, tramite il Tar”. La lettera sarà consegnata entro lunedì. E il Comune, se non applicasse la sentenza, si potrebbe ritrovare in guai penali. Si alza così, ancora di più, il tiro della protesta-battaglia con l’amministrazione di Verona.

Il sindaco Flavio Tosi si era già espresso, di concerto con i suoi assessori all’Istruzione, Alberto Benetti, e al Personale, Enrico Toffali. Da tre anni maestre e sindaco sono ai ferri corti. La scelta di diffidare il Comune per applicare la sentenza è stata presa durante l’assemblea sindacale delle insegnanti. Che hanno annunciato che se non dovesse essere applicata a rispondere saranno i dirigenti. Come spiegano i quotidiani locali, il giudice ha deciso sull’applicazione del contratto del 1957 e confermato nel 2007, che equipara le insegnanti delle scuole comunali a quelle statali. Il cambio di orario dovrebbe avvenire immediatamente, ad anno scolastico in pieno svolgimento e significherebbe aumentare le maestre a due per sezione (finora sono tre ogni due sezioni).

FURIA DI TOSI - Negli ultimi giorni i sindacati hanno alzato la voce, scatenando le ire del sindaco Tosi, che ha giudicato una “protesta vergognosa” quella delle insegnanti. “Noi - aveva spiegato il sindaco - siamo obbligati dalla legge ad applicare il contratto degli enti locali. Le maestre si oppongono, e io trovo riprovevole e scandaloso il loro atteggiamento: con la crisi che c'è, avere il posto assicurato, a 1.300 euro al mese e facendo un lavoro che non è quello del manovale o del minatore, a me pare un privilegio, e fare 5 ore in più non mi sembra un sacrificio insopportabile”. I settori scuola di Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro la “caparbietà” del Comune. Come spiegano Alessio Rebonato (Cisl Scuola) e Bruno Tecchio (Cgil Scuol) sulle pagine de L’Arena

“Per tre volte la legge ha dato ragione alle docenti, e il Comune non ha ancora attuato la sentenza. Decine di migliaia di euro vengono buttati al vento per spese legali, mentre i diritti contrattuali di chi insegna sono sistematicamente violati, smantellando un servizio che funzionava egregiamente” … “L'amministrazione insiste e continua a sperperare, decisa a fare ricorso in Cassazione. Intanto, visto che è obbligata al ripristino del vecchio contratto per le 54 insegnanti che hanno vinto il ricorso, ha deciso di tirare fuori 200mila euro per coprire con un bonus la differenza della retta per i genitori che dovranno iscrivere i figli alle scuole private, facendo lievitare ulteriormente gli sprechi. Una cifra che non emerge certo da un risparmio nelle buste paga delle insegnanti, perché anche se le ore sono aumentate da 25 a 30 la settimana, il salario è rimasto uguale”

I rappresentanti sindacali proseguono dritti e annunciano che se entro tre giorni dalla diffida non verrà ricevuta risposta, scatterà una denuncia per “inosservanza dei provvedimenti prescritti” e si ricorrerà al Tribunale amministrativo regionale. In più c’è la crisi, che evidentemente non smette di mordere le famiglie veronesi. I solleciti di pagamento delle rette, inviate nelle case dal Comune, starebbero crescendo di numero. L’assessore Benetti avrebbe già smentito quanto ribadito dai sindacati e cioè che, come spiega L’Arena

“genitori in difficoltà economica stanno ricevendo una serie di lettere che invitano a tenere i bimbi a casa se non pagano le rette”

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