Tragedia delle Golosine. L'uomo disperato per la pesante situazione familiare

Il 64enne ha ucciso la moglie allettata e tentato di uccidere il figlio autistico prima di tentare il suicidio. Da solo non riusciva a reggere più il peso delle cure domestiche

Oggi è l'8 marzo e c'è un mazzo di mimose davanti alla casa di G.R., l'uomo che domenica 6 marzo ha ucciso la moglie inferma sul letto e ha tentato di uccidere il figlio autistico prima di tentare il suicidio, usando due coltelli da cucina. Sulle mimose, appoggiato alla porta di via Murari Bra, quartiere Golosine, un biglietto con cui si chiede alla vittima di proteggere dall'altro la sua sfortunata famiglia, di cui è rimasto solo G.R., 64enne in pensione, e il figlio D.R. di 36 anni, entrambi ricoverati in ospedale ma fuori pericolo. Per la donna, M.G., l'intervento è stato inutile. Si attende solo l'autopsia per avere la certezza che la morte sia direttamente riconducibile al colpo di coltello ricevuto al ventre. Comunque, al momento per il 64enne l'accusa è di omicidio e tentato omicidio.

Delle due tragedie accadute domenica mattina, questa è la più grave e la meno oscura. C'è un contesto famigliare definito unito, ma provato dalla disabilità del figlio e dall'ictus che aveva costretto al letto medicale la donna, non più autosufficiente. La loro situazione era stata segnalata alla Ulss 20, ma probabilmente non era seguita abbastanza. Una donna dava una mano a G.R. per qualche ora la mattina, ma non era sufficiente. L'uomo si è sfogato più volte con i vicini per una situazione che da solo non riusciva più a sopportare. Fino alla tragedia di domenica.

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