Congresso famiglie, ci saranno Bussetti e il vescovo. L'ateneo: «Scientificità assente»

Presenti il vescovo Zenti che interverrà e il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, ma l'università veronese denuncia «l’uso di convinzioni personali e religiose che sono presentate come verità scientifiche al fine di proporre politiche sociali e familiari che limitano i diritti»

Una delle immagini promozionale del "World Congress of Families XIII" - ph Facebook Congresso mondiale delle famiglie

Al tanto discusso "Congresso mondiale delle famiglie", in arrivo il prossimo weekend al palazzo della Gran Guardia di Verona, sarà presente anche il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. La conferma è arrivata dal diretto interessato ai microfoni di Un giorno da pecora, il programma radiofonico di Rai Radio 1: «Andrò al Congresso di Verona, ho ricevuto un invito, e parteciperò. Io parlerò dei rapporti tra scuola e famiglia». Interpellato poi direttamente sulle «posizioni rigide di alcuni partecipanti riguardo gli omosessuali», il ministro dell'Istruzione ha spiegato: «Per me le persone sono persone, non vanno giudicate assolutamente da quel punto di vista. Non faccio distinzioni da questo punto di vista, l'amore è amore».

L'università prende le distanze, firmano in 672: «Critichiamo statuto di scientificità del congresso»

Dal ministro dell'Istruzione alla locale "casa dell'istruzione", l'università di Verona che ha preso una posizione netta con la sottoscrizione negli scorsi giorni di un documento da parte di centinaia di ricercatori docenti e personale tecnico amministrativo: «Il dipartimento di Scienze umane dell’università di Verona - si legge in una nota ufficiale - si è fatto promotore di un documento che esprime preoccupazione per le posizioni espresse da tempo da relatori e organizzatori del convegno riguardo il ruolo della donna, la denatalità, l’aborto, l’orientamento sessuale, le configurazioni familiari. In particolare, il documento denuncia l’uso di convinzioni personali e religiose che sono presentate come verità scientifiche al fine di proporre politiche sociali e familiari che limitano libertà e diritti».

Tra i primi firmatari del documento il professore ordinario di filosofia morale Riccardo Panattoni, il quale in una recente intervista rilasciata ad Open ha spiegato così le ragioni che hanno spinto il dipartimento di cui è direttore e gli altri docenti a prendere posizione: «Critichiamo in particolare lo statuto di scientificità che viene portato avanti dal congresso. Si possono creare delle situazioni e dei momenti incentrati su posizioni religiose, ideologiche, ma non si può prescindere dal presupposto scientifico e lasciare che gli spazi pubblici della città siano dedicati a questi eventi perché sarebbe un inganno verso i cittadini».

Il documento in questione è stato sottoscritto da 672 tra ricercatori e docenti di tutte le aree disciplinari (scienze umane, filosofia, medicina, economia, diritto, informatica, discipline storiche e letterarie…), medici in formazione specialistica, assegnisti, dottorandi, docenti a contratto e personale tecnico amministrativo. Nello specifico, il documento è stato firmato da 344 tra professoresse e professori, ricercatrici e ricercatori. Le restanti 328 firme appartengono agli altri membri della comunità universitaria. 

Il vescovo ci ripensa, sarà al congresso. FN applaude

Parzialmente mutata sembrerebbe invece essere la posizione del vescovo di Verona Giuseppe Zenti, il quale pare abbia annunciato che prenderà parte al congresso portanto i suoi saluti e «rivolgendo una parola sull'argomento». Una decisione che ha subito trovato il pronto riscontro da parte di Forza Nuova Verona che, tramite il segretario Pietro Amedeo, ha prontamente appoggiato il mutamento d'opinione: «Sono pronto a ritirare immediatamente le critiche che avevo lanciato al presule a causa della nota formale che è stata diramata dalla Curia Veronese alla stampa, - ha dichiarato Amedeo - nella quale appunto si concretizzava una sostanziale presa di distanza dal Congresso. Lo faccio volentieri dopo aver appreso che Mons. Zenti ha deciso di partecipare».

Da «marcia della famiglia» a «famiglia marcia»

Notazione a margine merita invece il "caso" della foto fasulla diventata virale sul web. Grazie ad un'abile manipolazione grafica, un cartellone pubblcitario del "Congresso mondiale delle famiglie" è risultato riferire la dicitura «La famiglia marcia», invece di quella del manifesto effettivamente affisso in strada a Verona recante l'espressione «Marcia per la famiglia».

Molti utenti di internet hanno creduto vera l'immagine contraffatta e pensato ad un "epic fail" di smisurata grandezza da parte degli addetti alla campagna di comunicazione del "World congress of families". Commenti ilari e prese in giro sono piovuti a raffica, ma è poi anche arrivata la smentita ufficiale da parte degli stessi organizzatori del convegno.

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