Congresso delle famiglie, presentazione ufficiale e scintille: «Siete omofobi integralisti»

Il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona non smette di far discutere. Fuori programma di un attivista dei diritti civili e nuovi attacchi alla giunta. Pd: «Un’iniziativa dalla chiara matrice discriminatoria», M5S: «Idee retrograde e messaggi intolleranti»

L'attivista per i diritti civili trascinato fuori a forza dalla Sala Arazzi di Palazzo Barbieri durante la conferenza

Presentato quest'oggi, venerdì 15 marzo, a palazzo Barbieri il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie. La manifestazione che si terrà in Gran Guardia da venerdì 29 a domenica 31 marzo, propone tre giorni di incontri, dibattiti e confronti, come riferiscono dal Comune di Verona, «per discutere e per promuovere azioni concrete a sostegno della famiglia». Saranno 150 i relatori provenienti da tutto il mondo, mentre sono già sold out i biglietti per i posti disponibili in Gran Guardia con ben 800 persone al giorno accreditate. In attesa della "Marcia per la famiglia" che si svolgerà la domenica pomeriggio, durante i tre giorni i temi annunciati che verranno trattati sono quelli della «bellezza del matrimonio», dei «diritti dei bambini», della «donna nella storia», dei «problemi legati alla crescita e alla crisi demografica».

L'intervento del sindaco e il fuori programma

Alla presentazione odierna del Congresso hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina con l’assessore regionale all’Istruzione e Pari opportunità Elena Donazzan, il presidente del Congresso Antonio Brandi e il vicepresidente Jacopo Coghe, il consigliere comunale Alberto Zelger, il presidente del "Family Day" Massimo Gandolfini e il direttore delle campagne di CitizenGo Italia Filippo Savarese. «Ho voluto creare e mantenere tra le mie competenze la delega alla Famiglia – ha detto il sindaco Sboarina – a dimostrazione di quanto sia centrale nelle politiche di questa amministrazione. È motivo di orgoglio presentare questa manifestazione internazionale che darà la possibilità di parlare di famiglia in ogni sua forma, dal punto di vista giuridico, dei diritti, delle criticità ma anche dei suoi aspetti più belli. Rimane incomprensibile, dal mio punto di vista, il fatto che ogni volta in cui si parla di famiglia, di bambini, di difesa della vita, questi temi diventino motivo di scontro, di aggressioni verbali, di impossibilità di confrontarsi».

Proprio mentre stava parlando il sindaco di Verona Federico Sboarina, nel corso della conferenza stampa, vi è stato un fuori programma piuttosto acceso: è infatti intervenuto un noto attivista locale per i diritti civili, il quale ha più volte apostrofato il primo cittadino con la frase «omofobi integralisti, siete omofobi integralisti». «Dopo che il sindaco di Verona, ha parlato dicendo che non capisce la polemica contro questo congresso, - ha spiegato in seguito l'attivista - non ho potuto non urlare "perché siete omofobi integralisti". La polizia municipale mi ha gentilmente trascinato fuori e identificato».

Il video del "fuori programma" di un attivista per i diritti civili

Consigliere Zelger: «Grazie per aver scelto Verona»

Nel corso degli interventi ha poi parlato anche l’assessore regionale Elena Donazzan: «La Regione del Veneto ha dato il patrocinio a questo Congresso mondiale e, quindi, coerentemente saremo presenti. Da assessore mi confronto quotidianamente, nelle scuole, con la fragilità della famiglia di oggi dovuta all’assenza di politiche specifiche. Questa tre giorni è proprio ciò di cui abbiamo bisogno, cioè, di una riflessione per rimettere al centro la famiglia». «Ci saranno esperti da tutto il mondo, - ha quindi ribadito il vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie Jacopo Coghe - professori, giuristi, avvocati, scienziati ma anche padri di famiglia che racconteranno la propria esperienza. Il Congresso ha il patrocinio del ministro della Famiglia che utilizza il logo della Presidenza del Consiglio, in quanto non ne dispone di uno proprio». «Ringrazio gli organizzatori – ha quindi concluso il consigliere comunale Alberto Zelger – per aver scelto Verona. Mai prima d’ora il Congresso era stato realizzato in Italia e, il fatto che si tenga nella nostra città, è un riconoscimento alla miriade di associazioni e di persone che sono aperte alla vita e la proteggono».

Critiche dal Pd e dal Movimento 5 Stelle

Non sono mancate le reazioni politiche anche nelle ultimissime ore, riguardo a un convegno che difficilmente smetterà mai di far discutere: «È gravissimo che la presidenza del Consiglio, al di là degli imbarazzati scaricabarile sul ministro Fontana, e la Regione Veneto abbiano dato il patrocinio a un’iniziativa dalla chiara matrice discriminatoria nei confronti delle donne e degli omosessuali. Ed è ancor più grave che oggi rivendichino la loro vicinanza agli organizzatori del Congresso delle famiglie». A dirlo è Alessandra Moretti, consigliera del Partito Democratico intervenendo sulle polemiche legate alla manifestazione in programma a Verona dal 29 al 31 marzo. «Esprimo l’assoluta distanza politica da chi vuole riportare la famiglia e la donna al secolo scorso, - ha quindi aggiunto la Moretti - dopo anni di lotte e battaglie; in primis la Lega con il suo ministro Fontana o il senatore Pillon. Da avvocato che ha seguito da vicino l’iter dell’evoluzione del diritto di famiglia, ritengo inaccettabili da parte di rappresentanti delle istituzioni, l’abbraccio con chi promuove idee retrograde e discriminatorie».

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Netta presa di posizione anche da parte della capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Verona Marta Vanzetto, la quale ha lanciato una petizione sul web, chiedendo che venga revocato il patrocinio di Comune e Regione al Congresso Mondiale delle Famiglie. «Tutte le famiglie hanno pari dignità. – si legge nel testo della petizione - Lo Stato e tutte le sue declinazioni istituzionali, deve essere laico, aconfessionale e deve garantire pari opportunità e diritti per tutti i suoi cittadini. Si chiede che venga revocato il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto dal convegno in questione. Anche un Comune, un sindaco e tutte le istituzioni territoriali hanno il dovere di garantire pari opportunità e diritti a tutti i cittadini». «Il logo del Comune appartiene a tutti i cittadini veronesi – conclude Marta Vanzetto – e non può essere strumentalizzato per patrocinare eventi che promuovono messaggi intolleranti».

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