Lupo ucciso a Roverè Veronese, scontro politico sugli abbattimenti

Accuse incrociate di immobilismo, c'è chi addita la Regione Veneto e chi invece accusa lo Stato e l'Europa che non consentono gli abbattimenti selettivi

Lupo ucciso (Foto Lav)

È colpa della Regione che non riesce a gestirli o è colpa dello Stato che non permette di abbatterli. Fin dal ritrovamento della sua carcassa, il lupo ucciso a Roverè Veronese è stato messo al centro del dibattito politico sulla gestione della presenza dei lupi nelle montagne venete. Quasi come se ad ucciderlo non sia stato il fucile di un bracconiere, ma una sorta di immobilismo politico che gli opposti schieramenti si rimpallano.

Il primo ad andare alla ricerca di un colpevole politico è l'assessore regionale all'agricolutra Giuseppe Pan che ha parlato di "clima di tensione" e di "animi esasperati" nelle aree montane del Veneto a causa del "protrarsi delle non decisioni in sede nazionale ed europea". A favore dell'introduzione di un abbattimento mirato dei lupi il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi.

L'abbattimento del lupo è una conseguenza delle mancate risposte da parte dello Stato che scarica i problemi su chi vive in montagna e non li affronta con buon senso e razionalità - scrive Valdegamberi - Questi atti estremi sono la conseguenza della totale assenza di una politica di equilibrio che permetta di mantenere i lupi in un numero ridotto, compatibile con il territorio, evitando il proliferare indiscriminato.

Ma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, incolpa la Regione Veneto, "totalmente assente sul fronte della gestione del lupo. Mi auguro che adesso abbia almeno la decenza di costituirsi parte civile nell’eventuale processo".

Il Progetto Wolfalps garantiva risorse per l'acquisto di recinti elettrificati e di cani pastore ed era la soluzione più efficace, come ribadito anche da alcuni allevatori italiani che avevano visto azzerare le predazioni - conclude Zanoni - Purtroppo la giunta si è mossa tardi, confermando la propria latitanza sul fronte della programmazione e della pianificazione e auspicando, anzi, un ritorno agli abbattimenti. Il Veneto sta diventando sempre più terra di bracconaggio.

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