Elezioni politiche, il PD sconfitto. Ugoli: "Si ritrovi l'unità nel centrosinistra"

Il segretario del Partito Democratico di Verona ammette la sconfitta, ma evidenzia anche la crescita di voti rispetto ai risultati delle ultime elezioni comunali

Luigi Ugoli

È possibile che le elezioni di ieri, 4 marzo, non produranno un governo per l'Italia. Le due formazioni politiche identificate come vincitrici, il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord, insieme non possono governare, tantomeno da sole. Il M5S può cercare alleati un po' ovunque ma non è detto che li trovi. La Lega ha i suoi alleati nella coalizione del centrodestra, che è la coalizione che ha preso più voti in assoluti, ma non sufficienti a governare.

Tutt'altri problemi sta vivendo il Partito Democratico, il grande sconfitto. A livello nazionale, il PD ha tenuto in qualche grande città, ma nel veronese è sempre arrivato alle spalle di centrodestra e M5S (tranne nel collegio uninominale della Camera a Verona dove la candidata Alessia Rotta è arrivata seconda). E anche a livello locale non ci si nasconde dietro a un dito e si ammette la delusione per il risultato delle urne.

Il risultato a livello nazionale è certamente negativo attestandosi al di sotto di ogni più fosca previsione - ha dichiarato il segretario del PD di Verona Luigi Ugoli - Il Partito Democratico, pur avendo portato con responsabilità l'Italia fuori dalla profonda crisi in cui si trovava 5 anni fa ed avendo invertito tutti i dati economici negativi ed introdotto riforme da tempo attese, non è riuscito a rendersi sufficientemente attrattivo e credibile per continuare la propria attività di governo ed a bloccare l'onda di protesta anti-sistema che soprattutto al sud ha premiato in maniera fondamentale il Movimento 5 Stelle. La grande crescita di questo e della Lega di Salvini (che di fatto ha vinto coi 5 Stelle queste elezioni) attesta che, pur formalmente su fronti opposti, questi due soggetti politici intercettano la protesta e la voglia di cambiamento e lo fanno entrambi rispondendo all'elettorato con programmi populisti e sovranisti. Pensare ad una loro convergenza non è quindi del tutto illogico. Tutti si proclamano oggi contrari ad aggregazioni spurie per governare ma il quadro che ha davanti il presidente Mattarella è assai confuso e rischia, se non ci saranno accordi, di non dare al nostro Paese un governo. Questa è la democrazia. Il voto è inconfutabile e va accettato ma questo non ci esime dal continuare a credere e lavorare, come forza politica irrinunciabile in una sinistra di governo, per un'Italia aperta, plurale, europeista, solidale e democratica. Va ricercata la massima unità nel centrosinistra, va chiuso il tempo delle divisioni ed espressi in modo forte valori e idealità che possano appassionare ed avvicinare le tante persone che hanno perso un po' di fiducia nella sinistra riformista ed europeista. Il risultato della città di Verona, che ci vede come PD aumentare il consenso elettorale dal 16% al 20% rispetto alle amministrative di un anno fa, rappresenta un segnale importante che non va sottovalutato. La squadra dei nostri consiglieri comunali e di Circoscrizione (ben tre sono presiedute dal PD), insieme al lavoro dei circoli sul territorio, ha ben operato in questi mesi dimostrando attenzione e competenza alle domande dei cittadini. E questo, insieme ad una campagna elettorale che in città ha visto tutti i circoli lodevolmente impegnati, ha premiato il PD di Verona con un bel risultato. Ovvio che in questo momento l'evidenza della sconfitta nazionale prevale, ma è da lì, dalla gente e dal territorio, che si deve ripartire per riconquistare la fiducia degli elettori.

E anche gli alleati del PD nella coalizione del centrosinistra ammettono la sconfitta.

L'ottima affluenza dimostra come gli italiani riconoscano ancora al voto ed alle istituzioni che da esso scaturiscono, un alto valore morale e civile - ha detto Luca Fantò, segretario regionale Psi del Veneto, partito inserito nella lista Insieme - È necessario che il futuro governo del Paese, che verosimilmente vedrà il centrosinistra all'opposizione, riesca ad operare in maniera responsabile. È necessaria, nel centrosinistra e nei partiti che lo costituiscono, un'analisi non tanto degli evidenti errori commessi, quanto delle strategie per riportare le formazioni politiche che per loro natura dovrebbero essere vicino al popolo, accanto al popolo.

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