Emergenza profughi. Guerra di cifre tra il sindaco Tosi e il presidente Zaia

Per il consigliere regionale di Fare! Andrea Bassi è necessario velocizzare le pratiche per rimpatriare i clandestini. Flavio Tosi invece attacca il presidente regionale che strumentalizza i dati in modo demagogico

Sui profughi, la politica dà i numeri. Comincia il consigliere regionale di Fare! Andrea Bassi che scrive: "La vergogna della vicenda profughi è certificata dai numeri forniti dal Ministero dell’Interno. Dall'inizio dell'emergenza qui sono arrivati oltre 21.000 presunti profughi di cui 8.701 sono ancora oggi ospitati nelle strutture pubbliche e private adibite allo scopo. Tra questi, 8.188 hanno presentato richiesta di asilo. Ad oggi, solo 1.844 istanze sono passate al vaglio delle commissioni che devono riconoscere o meno il diritto di asilo. E, tra questi, 1.196 sono stati quelli dichiarati non riconosciuti ovvero, semplici immigrati clandestini" 

Sul tema i consiglieri regionali tosiani erano già intervenuti ad aprile scorso con una mozione: "Ad oggi in Italia sono presenti solo 20 Centri di riconoscimento e i tempi di attesa sono lunghissimi, chiediamo quindi che in ogni Prefettura vengano inserite delle commissioni territoriali per agevolare le tempistiche e le conseguenti operazioni - ha concluso Bassi - e che si strutturino effettive e concrete operazioni di rimpatrio per coloro che entrano nel territorio nazionale senza diritto".

I numeri sull'immigrazione sono stati ripresi anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ma proprio contro questi dati è intervenuto il sindaco di Verona Flavio Tosi che scrive: "I dati costruiti ad arte da Zaia per la provincia di Treviso sono volutamente infarciti di grossolane inesattezze: la prima è che il Governatore aggiunge al numero reale dei profughi richiedenti asilo da distribuire tra le strutture di accoglienza territoriali, anche i 2.413 che sono arrivati ma che non sono reperibili in quanto, per la maggior parte, già recatisi oltre confine. Quindi non è corretto inserirli, perché non staranno mai in nessun centro profughi, come sa benissimo anche il Governatore. Inoltre afferma falsamente che il totale dei richiedenti asilo assegnati alla provincia di Treviso, il cui dato reale è quindi di 2.362 persone, va suddiviso in egual misura tra i 95 comuni trevigiani, quando anche un bambino (e anche lui) sa che per l'accoglienza diffusa l’assegnazione dovrebbe essere effettuata in base al numero di abitanti: è chiaro quindi che la città di Treviso dovrebbe ospitarne più di quella di Vittorio Veneto, così come Vittorio Veneto più del Comune di Refrontolo, che ha meno di duemila residenti. Se la provincia di Treviso conta circa 900 mila abitanti, la proporzione è di un profugo ogni circa 400 abitanti e quindi Refrontolo dovrebbe ospitarne 5 e non 50 come dice Zaia, falsificando e strumentalizzando i dati ad uso e consumo della sua attuale politica, per confondere e creare allarme tra la popolazione".

"Altra ipotesi assolutamente demagogica e tecnicamente impercorribile oggi - continua Tosi - è quella di aprire campi di accoglienza ed identificazione nei luoghi di partenza dei migranti in Nord Africa: finché in Libia non ci sarà un vero Governo stabile e non saranno state ripulite le zone controllate dai criminali dall’Isis, quella di Zaia è solo una sparata elettorale, come lui sa bene. Sarebbe invece auspicabile pattugliare per fermare, dare assistenza sanitaria, quindi poi selezionare e respingere i clandestini ai confini delle acque territoriali libiche, vera lacuna delle politiche del Governo Renzi. Detto questo, concordo sul fatto che sia necessario accelerare al massimo le pratiche sul riconoscimento o meno dello stato di rifugiato, perché è accertato che più di due terzi dei richiedenti asilo non hanno diritto di rimanere ed andrebbero quindi espulsi".

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